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Verso una sorta di pulizia etnica

26.03.2018 09:32

A poche settimane dalle elezioni del 4 marzo, si colgono già le prime avvisaglie di un nuovo corso della neo eletta dirigenza politica nei confronti dei migranti. A Clavière, un borgo di 230 abitanti a 1760 metri in alta Valsusa, gli attivisti di ‘Briser les frontieres’ hanno occupato un locale della parrocchia per allestirvi un luogo di assistenza ai richiedenti asilo che, dalla località montana, affrontano i sentieri di montagna per superare il confine e entrare in Francia. Come aveva provato a fare qualche giorno fa Beauty, la donna nigeriana incinta al settimo  mese , rispedita indietro dai gendarmi francesi insieme al marito Destiny, e poi morta a Torino subito dopo aver dato alla luce suo figlio Israel..

 Il parroco Angelo Bettoni che si era lamentato per l'invasione dei migranti "senza chiedere alcun permesso". E' stato subito raggiunto a Clòavière dalla deputata di Fratelli d’Italia Montaruli che ha detto: “Le Alpi non possono diventare un campo profughi con l’assenso e la complicità dell’Europa che a parole si dice solidale ma scarica sulle nostre sole spalle il peso di questa situazione ormai inaccettabile. Abbiamo voluto dare la solidarietà e metterci a disposizione del parroco di questa chiesa di frontiera lasciato solo ad affrontare l’emergenza.  Questi luoghi non possono essere chiamati a farsi carico di tutti coloro che vengono nel nostro Paese a richiedere asilo”.
Sulla presenza dei migranti in Alta Valle si è scagliato anche Maurizio Marrone del direttivo nazionale di FdI: “Le situazioni fuori controllo come Calais cominciano così. Se non si provvede a sgomberare gli abusivi, le conseguenze per i nostri borghi montani sono imprevedibili”.

 

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