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Siamo davvero disarmati contro il terrorismo ?

15.06.2016 09:25

 

Siamo entrati in una fase in cui la lotta al terrorismo cambia registro. Si devono andare a setacciare le periferie per individuare i cani sciolti che vivono tra la popolazione civile, e che, con la mente intorbidita via web dai banditi dell’Isis, hanno deciso di votarsi al martirio. E’ il trionfo dell’odio in cui la vita non conta. A Orlando c’è stata una vera e propria strage, al Pulse un luogo di divertimento frequentato da gay. Un giovane nato in America da genitori afgani, già frequentatore del locale, è entrato e ha sparato una serie di raffiche.  Un ufficiale di polizia è stato ucciso a coltellate davanti alla sua casa di Magnanville, nella banlieue di Parigi. L'omicida si sarebbe poi barricato nella casa della vittima con la famiglia di quest'ultimo e la moglie. Quando la polizia è entrata nella casa dell'agente con un blitz ha trovato il cadavere della moglie, pure lei poliziotta e quello dell'aggressore morto durante l'intervento della polizia. A sopravvivere è stato solo il figlio di tre anni della coppia Un filo rosso lega l'ultimo attentato di Parigi alla strage nel locale gay di Orlando, in Florida. E' fatto di "sociopatia, odio, disturbo mentale". Ognuno può recitare via web il suo "personale sabba", nelle ore successive "il Califfato provvederà a rivendicare". E' un tipo di terrorismo che "difficilmente si può combattere con gli strumenti tradizionali". La prevenzione può essere fatta solo nei luoghi dove crescono i lupi solitari. Questo oggi, ma bisogna pensare soprattutto al domani , bisogna creare nuove condizioni di vita per dare a tutti i giovani  una prospettiva di integrazione fondata su cultura e di lavoro. La parola d’ordine lanciata da Dario Franceschini è investire un euro in cultura per ogni euro speso nel bilancio della difesa nazionale.

 

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