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Sergio Staino dirigerà l’Unità ? Un mio sogno che si realizza

27.06.2016 10:33

 

Quando ho aperto questo blog, nel gennaio scorso, non intendevo scrivere di politica, ma gli avvenimenti di quest’ultimo mese mi ci hanno portato…la lingua batte dove il dente duole.       Sergio Staino è in predicato di diventare nuovo direttore de l'Unità. Intervistato da Annalisa Cuzzocrea su Repubblica, il creatore di Bobo ci racconta perché, se mi chiamano……..sono costretto ad accettare per il bene che voglio a questo giornale e a questo partito. È la mia storia. Come può chi ha dedicato la sua vita alla satira fare un giornale di governo?Ma io non farò un giornale di governo. Se dovessi usare un riferimento evangelico, che suona strano per il presidente onorario degli atei italiani, direi “non vengo a cambiare, vengo a compiere”.Compiere cosa?
Quello che era il progetto iniziale di Renzi e che non so perché aveva abbandonato. Quando L’Unità doveva rinascere gli mandai un sms chiedendogli a chi pensasse come direttore e lui mi chiamò. Disse “Vedi Sergio, questo è il casino in cui mi trovo. Tutti intorno a me vogliono che metta uno dei miei, ma penso che se lo facessi il giornale nascerebbe morto.E lei?Ero entusiasta. Dissi “è bellissimo, mi sorprendi”. Mi spiegò che voleva un giornale di cultura, di dibattito, di lotta ma unitario, per questo chiese a Gianni Cuperlo di dirigerlo. Lui rifiutò e le cose sono cambiate completamente». L’idea iniziale si perse? «A quel punto mise Erasmo che è un suo soldatino. Lo dico con tutta la stima e l’affetto per un compagno che conosco da 40 anni. Lui si è comportato bene, ha retto la redazione con tutti i casini che c’erano all’inizio, ma se chiama me voglio tornare alla prima idea».Che Unità vuole fare? Non voglio un giornale sdraiato sul governo, ne voglio uno che parli a tutta la sinistra, da Giorgio Napolitano a Stefano Fassina. Voglio parlare ai compagni non considerati, a quelli che oggi si trovano ovunque, in Sel, tra i grillini o dispersi nell’astensionismo. Ne parlavo giovedì a Bologna con Romano Prodi.

 

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