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Se il mare potesse parlare…..

16.04.2016 08:47

 

vomiterebbe insieme agli insulti, tutti i liquami, che allegramente scarichiamo nelle sue acque sacre, solo a parole. Un catalogo da schifo, composto da materiali di origine fecale, liquami zootecnici o chimici non trattati, microorganismi patogeni causa di malattie, metalli pesanti,  fosfati e polifosfati da detersivi. Un blog dell’ARPAC di Napoli definisce quelli trasportati a mare dal Volturno “Frammenti polposi di materia organica in decomposizione”. L’annuale rapporto di Goletta verde ci dice che 45% delle coste italiane hanno  cariche batteriche superiori alle norme.  Complici le regioni,  anche quelle che hanno promosso questo incomprensibile referendum sulle trivelle, che sono responsabili dell’inquinamento delle spiagge per lo zero virgola.  Guarda caso l’Emilia Romagna che pure ha un’ alta concentrazione di piattaforme entro le 12 miglia non è tra le regioni promotrici del referendum ed ha una quota tra le più basse di acque inquinate, con ben 9 bandiere blu . Cari Presidenti di Regione non cercate con il referendum un alibi all’incuria delle vostre politiche ambientali! E il commissario Montalbano, ingaggiato dal WVF per indagare sulle ragioni  del sì, indaghi anche sulla mancanza di fognature per 6 siciliani su 10 e sul fatto che solo 12 dei 400 depuratori costruiti in Sicilia con soldi pubblici sono funzionanti. L’Italia ha già subito  due condanne dalla Corte di Giustizia europea per il numero abnorme di agglomerati urbani non allacciati a un sistema fognario e depurativo a norma. Oltre 1000 su 3.100. Nel 2016 arriverà la terza condanna con sanzioni pesanti. Guarda caso ancora le regioni anti trivelle guidano la classifica degli impianti fognari e depurativi non a norma. Perciò altro che domenica del sì, del no, dell’astensione. Diciamoci la verità e promuoviamo un referendum serio sulla difesa dell’ambiente .

 

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