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Ricostruzione e referendum, i due temi della Leopolda 2016

05.11.2016 09:15

 

Sarà una Leopolda che aderirà molto alla quotidianità, al dramma che sta vivendo il Centro Italia e con esso tutto il Paese . Ieri sera si è aperta la settima edizione a Firenze. Matteo Richetti aprendo i lavori ha detto:«Sarà una Leopolda che porrà al centro del dibattito la vita del Paese, i problemi reali, perché questo terremoto ha colpito al cuore l’identità di intere comunità. L’obiettivo deve essere quello di unire il nostro modo di discutere dei problemi dell’Italia, di come affrontarli e di quali soluzioni individuiamo, ma anche di raccontare le storie di chi si è rialzato, non si è arreso e ha ricominciato daccapo. Daremo voce a chi nel passato è stato protagonista della ricostruzione non soltanto materiale ma anche culturale, di una comunità».L’altro tema sarà naturalmente Il referendum, un tassello fondamentale di un’idea di Paese che in queste sette edizioni abbiamo immaginato. A volte siamo stati accusati di improvvisazione, di procedere con provvedimenti scollegati tra di loro: non c’è niente di più sbagliato. Se uniamo uno ad uno i puntini segnati dalla prima Leopolda, dalle 100 idee del 2011 ad oggi, ci rendiamo conto che il quadro che viene fuori è coerente, dal Jobs Act alle riforme. Il referendum in questo contesto è un appuntamento importante perché questa riforma rende le istituzioni più semplici, elimina gli enti inutili, supera il bicameralismo: tutte cose di cui abbiamo iniziato a parlare qui a Firenze».La parola simbolo di questa Leopolda 2016 sarà “silenzio”. Questo Paese sta diventando l’Italia del rumore molesto, delle voci che si sovrappongono e il clima che si è creato non fa bene a nessuno. C’è un’Italia che vorrebbe come maggioranza chi si chiama fuori, chi non si assume responsabilità ma grida. Domenica chiuderà i lavori Matteo Renzi.

 

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