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Milan l’è un gran Milan, per Roberto Vecchioni e Daria Colombo

03.10.2016 08:05

 

Il cantautore e la scrittrice dialogano sulle sfide della politica: d’accordo sui primati di una città «che sa guardare avanti. La sinistra riparta da qui» Roberto Vecchioni e Daria Colombo raccontano la Milano di oggi, le sfide della sinistra e della politica. Una coppia, quella del cantautore di «Luci a San Siro» e della scrittrice (ora delegata alle Pari Opportunità del Comune), che da sempre condivide l’impegno civile e di recente anche quello professionale (con lo spettacolo «La forza delle donne»). Concorde sui primati di una città che sa «guardare avanti», meno sul referendum costituzionale. Per me quella con Milano è una storia antica, dice Vecchioni, ci sono arrivato da bambino. È sempre stata una città antesignana sul fronte della cultura, e di un certo tipo di democrazia. Qui trovavi la sinistra colta, raffinata e quella popolare, che il partito comunista faticava a tenere insieme. Ed è sempre stata pronta ad accogliere tutti, non come a Torino. Oggi il suo tessuto sociale è molto più vario, ma le varie culture non si mischiano come invece succedeva allora. L’amalgama tra le sue componenti è il vero obiettivo, stranieri compresi, e sono sicuro che Milano sarà la prima città a raggiungerlo ».Per me, Daria Colombo,  che venivo dalla provincia per studiare, Milano è stata anzitutto la libertà. Poi sono tornata negli anni ‘80, e nel bene e nel male tutto è cominciato qui: il berlusconismo, ma anche i Girotondi (di cui è tra i fondatori, ndr), e poi la prima rivolta della città che ha portato alla vittoria di Giuliano Pisapia, che insieme abbiamo sostenuto anche prima delle primarie. È stato anche il momento in cui Roberto ha stravinto a Sanremo: quella sua “maledetta notte dovrà pur finire”aveva un senso politico preciso, la gente lo ha capito.Sala ha vinto anche se di misura. Non lo conoscevo prima, ma mi ha colpita favorevolmente: è il paradigma del milanese di poche chiacchiere e molti fatti, si è innamorato della politica e della sua città e vuole che finisca la sua corsa a doppia velocità».Vorrei aggiungere, dice Vecchioni,  che Milano è una delle pochissime città che vive intensamente, l’unica forse oggi insieme a Napoli. Proprio da qui può venire una sinistra o un centrosinistra che vince e governa, qui ci sono ottime persone di sinistra. E c’è una ragione: perché Milano da sempre arriva prima, si getta su tutto, guarda avanti e non ha paura, mentre in altre città c’è gente a cui tremano le gambe…».Di Roma non parlo, se no non finisco più. Dirò invece che i sindaci di Milano sanno combattere le critiche, e comunque la città si è costruita una credibilità per questa sua voglia di guardare avanti. Per tanti versi è molto sopra la media italiana, ma purtroppo vedo che nel resto del Paese la si conosce poco, o per stereotipi».Daria Colombo conclude Negli ultimi anni sono cresciuti turismo e investimenti sul welfare, siamo la prima città per start up giovanili in Europa,il tasso di occupazione femminile è a livelli Ue».

 

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