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Massoud, assassinato nel 2001 dai terroristi di Bruxelles

02.04.2016 08:23

La storia si ripete. Massoud, il Leone del Panshir, eroe nazionale afgano, fu assassinato il 9 settembre del 2001, due giorni prima dell’11 Settembre delle Torri gemelle, a Khvajeh Bahaod-Din, nel nord dell’Afghanistan, dilaniato dall’esplosione di una bomba nascosta nella telecamera di due tunisini che si erano spacciati per giornalisti di una televisione marocchina Quindici anni dopo si ritorna lì dove tutto è cominciato — Molenbeek e Schaerbeek. L’uomo ferito ad una gamba venerdì 25 marzo alla fermata Meiser della linea T del tram, nel quartiere di Schaerbeek è un algerino di 38 anni. Si chiama Abderahmane Ameroud e ha contribuito a scrivere un capitolo cruciale del jihadismo in Europa. Nel 2007  fu condannato a sette anni di reclusione da una corte francese quale membro di una filiera di falsari e reclutatori che, a partire dal 2000, avevano avviato volontari francesi di origine magrebina verso il fronte afghano e pachistano. Ameroud, aveva partecipato alla pianificazione dell’omicidio di Ahmad Shah Massoud, capo dell’Alleanza del Nord, la cui forza militare aveva impedito caduta dell’Afghanistan nelle mani dei Taliban e, dunque, di Al Qaeda  . All’attentato non erano sopravvissuti né Massoud, né i suoi due assassini. Ma l’identità di quei due finti reporter aveva portato al quartiere/città di Bruxelles in cui erano stati reclutati per la loro missione suicida — Molenbeek — e all’uomo che li aveva indottrinati: Sayf Allah Ben Hassine, detto “l’Emiro”, fondatore di Ansar Al Sharia, costola di Al Qaeda, di cui faceva parte Abderahmane Ameroud. Sono cambiati gli uomini e le sigle, ma  luoghi e  percorsi dell’indottrinamento all’odio sono rimasti gli stessi. Possibile che i servizi di intelligence ignorassero tutto ciò ?  Si tratta di incompetenza o di connivenza ?

 

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