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L’Unione Europea e l’olio di oliva dalla Tunisia

13.03.2016 09:10

La delibera del Parlamento europeo che consente l’ importazione senza dazi di un supplemento di 35.000 tonnellate annue di olio di oliva dalla Tunisia, rispetto alle 55.000 tonnellate dell’accordo in vigore da anni (per un totale di 90.000 tonnellate annue verso i Paesi della UE) sta  scatenando vibrate proteste da parte della Coldiretti e degli agricoltori di Puglia e Sicilia, che sono le regioni maggiori produttrici di olio di oliva.. Nell’accordo è stato siglato l’obbligo di tracciabilità del prodotto in modo da evitare che l’olio importato dalla Tunisia finisca per essere acquistato da aziende multinazionali ( alcuni dei nostri maggiori produttori sono di proprietà spagnola) ed essere poi importato dalla Spagna, con un’etichetta italiana. Tuttavia gli agricoltori non possono dimenticare che ci sono anche provvedimenti della Commissione europea di sostegno all’agricoltura. In questo caso la decisione è stata politica: l’economia della Tunisia, basata su turismo e agricoltura è in grave crisi per gli attentati che hanno ridotto drasticamente i flussi turistici. Il provvedimento valido per 2 anni è mirato a sostenere l’economia e la democrazia in Tunisia, perché non si ripeta il caos della Libia, perché viva la democrazia. Occorre guardare a una prospettiva di pace nel mediterraneo, nell’interesse anche degli agricoltori di Puglia e Sicilia. Naturalmente il ministero dell’agricoltura deve disporre le misure necessarie per salvaguardare l’interesse degli olivocoltori.

 


 

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