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Lettera aperta a Carlo Smuraglia Presidente dell’ANPI

22.08.2016 08:01

 

Caro Smuraglia, eravamo insieme nel PCI milanese negli anni ’60 e ’70. Nell’intervista a Repubblica tu affermi oggi che il PD non ha rispetto per la storia dell’ANPI, di conseguenza inviti le sezioni locali dell’ANPI a non frequentare le Feste de l’Unità, dove l’ANPI non abbia un suo spazio per dire la sua, cioè per installare un tavolo e fare propaganda per ilNo al referendum istituzionale. Io mi onoro di appartenere a una famiglia che si è opposta con tutte le sue forze al fascismo, con 4 adulti perseguitati politici all’estero, di cui 2 hanno combattuto con la Resistenza francese. Allora il PCI con la dirigenza che ossequiava le direttive del PCUS ( da Toglietti a Longo a Secchia, a Pajetta, ecc), pur essendo a conoscenza della violenza stalinista, ha tradito la resistenza italiana perché ha emarginato il PCI a livello nazionale La storia del dopoguerra sarebbe stata ben diversa riunificando PCI e PSI alla fine della guerra. Soltanto negli anni ’80 arrivò la svolta imposta da Enrico Berlinguer. Come vedi è ben difficile dire chi tradisce che cosa. Fin da 6 mesi fa quando hai imposto al direttivo dell’ANPI questa svolta ( no al referendum costituzionale, senza attendere il Conresso già convocato), io rimasi sbalordito, perchè il titolo 1 della nostra Costituzione, di cui tanto parli, non viene toccato per niente. E’ il funzionamento delle istituzioni che viene aggiornato, perché , a distanza di 70 anni, con la rapidità dei cambiamenti attuali, non è più adeguato alle esigenze di cambiamento del Paese. Schierando l’ANPI con il no, praticamente affermi che i partigiani devono tornare a combattere ( con Salvini, Berlusconi, La Russa, Grillo) contro il pericolo del fascismo rinascente con Renzi. Non rientra piuttosto nella missione dell’ANPI andare a spiegare nelle scuole che cosa è stato il fascismo, ma quello vero di Mussolini ? L’ANPI è un’associazione gloriosa che appartiene ai partigiani che hanno combattuto il fascismo e così sarà sempre ricordata. Per i più giovani ci sono tanti altri luoghi per fare politica, democratica e antifascista.  Perché farli soci dell’ANPI ? In comincio a capirlo. Orse era meglio se l’ANPI avesse seguito l’esempio dell’ANPPIA ( associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti), di cui mio zio fu vice presidente. A ognuno il suo tempo.

 

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