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Leonard Cohen 'You Want it Darker', poema su Dio e la morte

12.11.2016 09:06

 

Ci ha lasciati anche Leonardo Cohen, in modo sommesso nella sua Montreal lunedì 7 novembre. Da qualche anno teneva i concerti su una sedia a rotelle. La notizia è stata data ieri. Il suo ultimo poema 'You Want it Darker' è  uscito poco prima della sua scomparsa, un altro splendido e struggente contributo all’arte della canzone La voce dorata, si è fatta scura e profonda come una notte senza stelle: «Sono pronto, mio Dio» canta accompagnato dal coro celestiale della sinagoga di Montreal.Versi che penetrano l’anima con la forza di una preghiera e colpiscono allo stomaco come un pugno. Forse il Nobel lo avrebbe meritato anche lui. Sua per altro è la battuta più bella sul prestigioso riconoscimento assegnato dall’Accademia svedese all’amico Bob Dylan: «È come se avessero dato all’Everest il premio per la montagna più alta». Con gli ultimi versi Cohen  sembra rivolgersi all’Altissimo chiedendo conto del suo operato: «Non sapevo 
di avere il permesso di uccidere e mutilare…». Neppure la fede però sembra dare conforto in questa Terra desolata e senza giustizia: «Alza questo calice di sangue e prova a dire una preghiera di ringraziamento» (“It Seemed the Better Way”). «Abbandono il tavolo, sono fuori dai giochi» (“Leaving The Table”), «Combattevo la tentazione, 
ma non volevo vincere» (“On the Level”). Nessuno ha saputo cantare la vecchiaia, la perdita del desiderio e della morte con la stessa poetica e spietata sincerità.

 

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