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Le notizie del giorno si interrompono, parte un flash back

02.09.2016 15:45

 

 

E’ piena notte, fra giovedì e venerdì, 1 e il 2 settembre. Sono steso supino, sotto le coperte, gli occhi semichiusi, la bocca arida e le tempie piene di febbre, ma la vidi, ne sono certo. Passò diritta e leggera, nella sua lunga veste nera, mi guardò , fece un cenno e un sorriso,  ossuto ma familiare era il suo viso. Poi m’addormentai e in sogno la rividi,  era mia madre, non era Atropo, la Parca  che recide  il filo  della vita.  Venerdì mattina ero spossato, in un bagno di sudore, guardai il soffitto. Al centro un punto, da cui si dipanava l’intero percorso della mia vita. 2 anni, anno 1939. Mi rividi bimbetto che giocavo carponi con il gomitolo di lana della mamma, che faceva la sarta in casa, in un palazzone alla periferia di Parigi. Suonò il campanello, andò ad aprire la porta Gaby, la ragazza aiutante sarta, era il portalettere con un telegramma da Trieste per la mamma. Poche e lapidarie parole.’ Papà è morto’. Firmato Romeo,( il  fratello). La mamma era la sola a portare il suo vero cognome,  ma tutte le sue comunicazioni erano comunque sotto controllo e la regola era, meno parole possibile.  Vidi la mamma chinare la testa quasi per nascondere una lacrima, poi si alzò venendomi incontro, mi prese in braccio e mi disse Ce n’est rien.

 

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