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La rivoluzione silenziosa di Del Rio: il nuovo codice degli appalti

06.03.2016 09:25

Il ministro delle Infrastrutture Del Rio rivendica l'opera di semplificazione e la trasparenza: "Basta alle gare al massimo ribasso, la scelta coniuga prezzo e qualità". Cantone: "E' una piccola rivoluzione copernicana".In Italia le opere pubbliche sono state per troppo tempo fonte di illegalità, tempi burocratici mostruosi e lavori incompiuti. La carenza nelle progettazioni è stata un punto critico del sistema, con varianti in corso d’opera che hanno rallentato i tempi e aumentato i costi. Il nuovo codice degli appalti e delle concessioni, approvato in via preliminare dal Governo su delega del Parlamento, innova e snellisce l’intera procedura.  Va a gara il progetto esecutivo non il preliminare e c’è l’obbligo di procedure intelligenti per le grandi opere, con consultazione di enti e popolazioni del territorio. Le varianti sono drasticamente ridotte. C’è una maggiore qualificazione delle stazioni appaltanti, con una loro graduale riduzione e aggregazione. Per la "prima volta" viene "normato per legge tutto il tema delle concessioni" e il "rischio operativo è in carico al privato". Lo Stato, ha spiegato Delrio, "non è obbligato a riequilibrare gli investimenti", e qui sta la rivoluzione. Ora imprese e enti pubblici aspettano la promulgazione delle linee guida per rendere operativo il nuovo Codice

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