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L’obiezione di coscienza dei ginecologi è reale oppure è indotta ?

30.10.2016 08:31

 

Come mai  in Italia i ginecologi obiettori di coscienza sono sempre più numerosi, circa il 70%?  Osservano dunque i precetti della Chiesa molto più di tutta la popolazione italiana ? Sono forse la maggioranza dei fedeli alla messa della domenica ?Oppure c’è dell’altro ?Il Post ha  fatto una piccola indagine: è emerso  che, in molti casi, l’obiezione di coscienza non dipende dalla coscienza, ma da un sistema che in alcuni casi si limita ad incentivarla, e in altri arriva a renderla una scelta quasi obbligata. La vicenda di Valentina Milluzzo, la giovane donna incinta morta lo scorso 29 settembre all’ospedale Cannizzaro di Catania, ha riacceso i riflettori sull’obiezione di coscienza nella sanità pubblica italiana. Secondo i familiari, scrive il Post, si poteva salvare se i medici fossero intervenuti inducendo le contrazioni quando i due feti erano ancora vivi (ma già condannati), onde bloccare l’infezione. Sempre nella loro versione, il ginecologo di turno si sarebbe rifiutato di intervenire in quanto obiettore perché fino a che «il cuore del feto batte non posso fare niente». Al momento è aperta un’indagine che coinvolge dodici tra medici e altro personale e gli ispettori del ministero della Salute hanno dichiarato che «l’obiezione non c’entra. La 194/78, infatti, permette ai medici obiettori di non effettuare interruzioni di gravidanze volontarie; ma nessuna legge permette loro di non curare donne che stanno vivendo un aborto spontaneo o che soffrono per complicanze legate a un aborto volontario effettuato da un altro medico; né la legge permette di non intervenire quando la vita della donna è in pericolo immediato, anche se questo implica fare del male a un feto.

 

 

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