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L’anno nuovo si presenta in medio oriente sotto il segno della morte

01.01.2016 08:22

Quarantasette terroristi sono stati condannati a morte in Arabia Saudita; lo annuncia il ministero dell'Interno di Riad. Le esecuzioni riguardano militanti di Al Qaeda coinvolti in una serie di attentati compiuti nel regno wahabita, tra i morti anche l'influente imam sciita Nimr al-Nimri, imam della moschea sciita di Qatif a Al Awamiyya, nell'est dell'Arabia Saudita, che era arrestato per una manifestazione a cui aveva partecipato nel 2012 e condannato a morte nell'ottobre 2014. Nella lista dei condannati compare anche il nome Fares al Shuwail, considerato il leader di Al Qaida nel Regno, in carcere dal 2004. Il ministero degli Esteri iraniano ha avvertito che l'Arabia Saudita pagherà "a caro prezzo" l'esecuzione dell'imam sciita Nimr al-Nimr. Il portavoce, Hossein Jaber Ansari, ha lamentato che Riyad "sostiene i movimenti terroristici ed estremisti, ma affronta i dissidenti interni con l’oppressione e le esecuzioni. Le esecuzioni dei jiadisti rischiano di portare quindi a un'ulteriore escalation nella guerra all'Isis, i cui simpatizzanti hanno già colpito in Arabia Saudita nel 2015. In tutte le città e nei piccoli borghi d’Italia, e dell’Occidente, dopo la notte di festa ci si scambiano i tradizionali auguri per un anno migliore.

 

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