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Il jump runner, un eroe dei nostri tempi ?

21.11.2016 09:08

 

Sembra una notizia banale, ma non è così, perché da sola ci offre un esempio concreto di quanto possa valere la vita oggi per un giovane. La possibilità di avere notorietà sui social. Appuntamento a mezzanotte sotto l’Eurosky Tower. La luna rischiara le distese di pannelli solari in cima al grattacielo nel cuore dell’Eur. Con i suoi 120 metri per 27 piani è il più alto di Roma, ospita residenze di lusso e i più moderni sistemi di sorveglianza: allarmi, telecamere, portineria h 24 e un doppio cancello con codice. Praticamente invalicabile. Per i ladri, forse. Ma non per i base jumper, che dal 2012 utilizzano il tetto come piattaforma per i loro lanci con il paracadute. Scatenando la polemica tra gli inquilini dell’esclusivo edificio, che dormono sonni sempre meno tranquilli.

Quattro giovani scendono dalla macchina e scrutano il palazzo: portano abiti scuri, cappuccio in testa e un anonimo zainetto in spalla. Scompaiono nel buio per riaffiorare pochi minuti dopo all’interno del cortile. Prendono l’ascensore, raggiungono la terrazza. Poi il tuffo: 120 metri di vuoto, 15 secondi di pura adrenalina. Il punto di atterraggio è il campo da calcio di fronte all’Eurosky. Pochi minuti per impacchettare tutto, e nuovamente via nel buio.

«Tra noi ci dev’essere una talpa che dà le chiavi a questi teppisti », è la tesi più diffusa tra i condomini, che hanno aperto una sorta di caccia alle streghe con tanto di chat su Facebook, per segnalare movimenti notturni sospetti. «Ma quali talpe: entriamo da soli quando ci pare», spiega uno di loro mentre mostra orgoglioso alcuni video delle sue imprese. «Solo nel 2016 ci siamo lanciati da qui almeno cento volte. Alcuni inquilini ci hanno persino salutato dalla finestra. Per noi l’Eurosky è facile, quasi banale».

 

 

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