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il blog di Concita De Gregorio, cosa pensano le ragazze

05.07.2016 10:00

 

Cara Concita,ti scrivo perché trovo che "cosa pensano le ragazze" sia un progetto estremamente interessante, al confine tra lo studio socioantropologico, psicologico e l'arte: penso che chiunque decida di parteciparvi lo faccia per un bisogno profondo di raccontarsi; in tal senso questo progetto si configura come un vero e proprio atto terapeutico collettivo e tu, raccoglitrice delle nostre storie, sei la nostra terapeuta. Mi presento: sono Giulia, ho 26 anni e faccio il conto alla rovescia per il raggiungimento di un traguardo che attendo da anni: la laurea in medicina (-9 esami)! Cosa significa per me questo momento? Libertà. Per la medicina ho rinunciato alle mie più grandi passioni (il basket, sono biscudettata e fino a tre anni fa giocavo a livello agonistico con ritmi incalzanti, la musica: il piano e la chitarra, il volontariato) ma soprattutto ho rinunciato alla possibilità dell'evasione da un luogo che è stato per me fonte di ogni malessere: la mia casa, nella quale oggi vivo con un uomo che ha abusato di me fino alla prima media, cioè mio padre, una madre che tutt'oggi fa fatica a rendersi conto della portata di quanto mi è successo, che certo si prende cura di me materialmente ma che riserba per me prevalentemente parole critiche; alla porta accanto, un fratello che so che mi vuole bene ma che ha difficoltà a starmi vicino e a relazonarsi con me, con il quale i rapporti si sono affievoliti proprio dopo che ebbi il coraggio di tirar fuori la mia storia (l'ho custodita per 22 anni senza condividerla con nessuno). Voglio un gran bene a ciascuno di loro, malgrado il dolore che ho provato e che provo ancora ogni giorno: sono la mia famiglia. Questa è una delle storie accanto a quelle di Agnese, Federica, Sabrina, Mariam, e tante altre, che Concita De Gregorio pubblica sul blog ‘ cosa pensano le ragazze’, senza commentarle. Andate a leggerle, arrivano da tutta Itali e ci dicono quanto ancora soffrono le donne.

 

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