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I giovani italiani disoccupati, ma anche impreparati al mondo del lavoro

04.12.2016 14:18

 

Se vogliamo uscire dal quadro pessimistico dipinto nell’ultimo Rapporto Censis dobbiamo prima di tutto decidere se i giovani li consideriamo figli da proteggere con i risparmi privati dei genitori o membri delle nuove generazioni su cui investire come Paese, con generosità e intelligenza, per tornare a crescere.L’ambizione delle nuove generazioni dovrebbe essere quella di far con passione un’attività creativa, non svolgere un lavoro sostituibile da una procedura automatizzata. Il ruolo delle nuove generazioni è quello di conquistare nuovi spazi di futuro possibile, non rimanere passivamente protetti dentro le mura della casa dei genitori. In Italia stiamo preparando le nuove generazioni a tutto questo? Molto meno rispetto agli altri paesi avanzati..Una ricerca recentemente pubblicata dall’Istituto Toniolo mostra come la consapevolezza dell’importanza di acquisire competenze specifiche, sia molto forte non solo negli imprenditori ma anche nei giovani stessi. Secondo i ragazzi intervistati, i progetti di alternanza scuola-lavoro, che prevedono un’esperienza concreta nelle aziende, possono produrre ampi benefici. A ritenerlo non sono solo gli studenti degli istituti tecnici, ma anche quelli dei licei, con una percentuale attorno all’88 percento.Più specificamente, le soft skills che ci si aspetta di migliorare sono l’intraprendenza, la capacità di lavorare in gruppo, l’abilità di problem solving, l’autoefficacia, il saper prendere decisioni. Gli stessi giovani sono però anche consapevoli che tali progetti da soli non bastano per colmare il divario rispetto a quanto richiesto nel mondo del lavoro.Efficaci contesti informali di complemento e rafforzamento delle life skills sono allora anche esperienze esterne alla scuola e alle aziende, come indica una ricerca promossa dall’Agenzia nazionale giovani. Esempi virtuosi in questo senso sono il volontariato nei grandi eventi e il Servizio civile europeo (SVE). Tutti questi programmi devono però consentire un effettivo accesso a tutti e un miglioramento misurabile delle competenze acquisite per diventare parte di un solido processo di riposizionamento delle nuove generazioni al centro dello sviluppo del Paese

 

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