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Festa della Liberazione, grazie ai partigiani e a tutti i perseguitati politici

25.04.2016 08:23

 

Oggi è la festa della Liberazione, della rinascita dell’Italia democratica dopo la guerra e il ventennio fascista. Dei ragazzi che dopo il settembre del 1943 salirono sulle montagne per costituire le prime bande partigiane oggi non ne restano molti ed è giusto festeggiarli. Ma in quei diciotto mesi ragazze e uomini e donne furono impegnati al loro fianco per offrire supporto, informazioni e cibo ai giovani combattenti della Libertà, rischiando anche loro la morte. La famiglia che per lunghi decenni ha identificato la Resistenza fu la famiglia Cervi di Campegine, con i 7 fratelli uccisi, e con il vecchio padre Alcide, che per 25  testimoniò il dolore dei sopravvissuti. In realtà la Resistenza iniziò nel 1926. Il Tribunale speciale, istituito con legge dello Stato Fascista nel 1926, condannò 5.000 imputati a complessivi 28.000 anni di carcere. La maggior parte di essi erano dirigenti e giovani comunisti e socialisti, fra i quali mio padre e mio zio. Il Presidente dell’Assemblea Costituente, Umberto Terracini fu il carcerato più colpito, 17 anni, di cui 16 scontati, dal 1927 al 1943. Gramsci, incarcerato nel 1926, morì in carcere nel 1937. Nel giorno della festa della Liberazione ricordiamo li tutti.

 

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