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E’ possibile integrare gli immigrati per creare le basi della società multietnica ?

05.06.2016 09:41

 

Nelle notizie di questo blog ci siamo occupati più volte di migranti, del loro dramma sui barconi, della loro accoglienza. Dopo la chiusura della rotta balcanica si riapre la rotta libica, circa 20.000 sbarchi nel mese di maggio con circa 800 morti (4%). E’ un movimento migratorio epocale che nessuno potrà  fermare. Paesi cattolicissimi come la Polonia e l’Ungheria rifiutano le quote di accoglienza stabilite in sede europea, nonostante gli accorati  appelli ed i fermi richiami di Papa Francesco, che mette a disposizione parrocchie e seminari. In Italia gli immigrati, cosiddetti di passaggio, circa 100.000 attualmente, vengono parcheggiati in strutture di accoglienza per 1 o 2 anni ( in media 500 giorni), dove ricevono da mangiare e dormire, due paia di scarpe e di pantaloni all’anno e 2,5 euro al giorno di pocket money. Lo Stato spende 35 euro al giorno (35x500x100.000= 1.750 milioni di euro in 18 mesi, pari a 100 milioni di euro al mese). Alla fine dei 18 mesi la maggior parte vengono rilasciati con un permesso di 2 anni, ma nei 18 mesi non hanno imparato nemmeno l’italiano e neppure un mestiere che possa essere loro utile. Se possono vanno in un Paese dove hanno qualche riferimento, altrimenti restano in Italia, sopravvivendo in qualche modo ai margini della società. Ma qualcuno   guadagna bei soldini alle loro spalle.  E’ possibile costruire così la società multietnica del prossimo futuro ? La Toscana 10 mesi fa ha approvato una legge sull’accoglienza in famiglia, in base alla quale ogni famiglia richiedente potrebbe ospitare un migrante per un anno, eventualmente rinnovabile, impegnandosi ad aiutarlo a inserirsi nella società. Ogni famiglia riceverebbe un sussidio di 600 euro mensili. 300 famiglie si sono iscritte spontaneamente. Ma la legge è ancora impantanata nelle strutture del Ministero dell’Interno, che ha il potere di delibera in materia di immigrazione. E dire che un anno fa è stata approvata la legge di riforma della Pubblica Amministrazione ! Chi scrive convive da 9 mesi con un giovane senegalese, un ragazzo straordinario, che in 6 mesi ha appreso a parlare e capire l’italiano, sta preparandosi per l’esame della patente e fa praticantato a casa e da amici gestori di un ristorante per diventare aiuto cuoco. Vi assicuro che mi dà una gran carica vitale e nuove motivazioni. Molto più dei 25 euro dati alle strutture di accoglienza, che nessuno mi ha mai offerto.  Eppure ci sono fra noi due 60 anni di differenza di età. Per cui l'accoglienza in famiglia non solo è possibile ma è anche fonte di gioia.

 

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