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Apre il festival di Venezia, Teresa Marchesi scrive su Huffigton Post

01.09.2016 07:48

 

La settantatreesima Mostra ricomincia dal tip tap. E va in estasi. Perché il film d'apertura, "La La Land", è uno spericolato tuffo nel musical hollywodiano d'antan, a occhio e croce così diffusamente rimpianto che il primo applauso in sala è scattato già sui titoli di testa. L'operazione di Damien Chazelle (il genietto trentunenne che ha strappato tre oscar con "Whiplash") è spudoratamente nostalgica e sfida la coppia Ryan Gosling-Emma Stone, come dire il top della gamma, a emulare il mito di Gene Kelly e Debbie Reynolds. I cinefili vanno a nozze, tra passeggiate notturne da "Singing in the rain", fondali kitsch da "Un americano a Parigi", i rossi onirici di "Un sogno lungo un giorno"di Coppola, l'Osservatorio Griffith di "Gioventù bruciata"... e la resurrezione dell'amore romantico e canterino, che è più vintage del vintage. Il primo bacio arriva dopo un'ora, come nei film di una volta. Morale: pubblico in lacrime, specie quello femminile. Lacrime liberatorie.Evasione? Assolutamente sì, dichiarata e senza vergogna. Complici le musiche fervidamente rétro di Justin Hurwitz, amico e sodale del regista fin dai tempi dell'università. Ma anche il sogno stravagante e anacronistico che da anni Chazelle teneva nel suo cassetto di adoratore del cinema. Perché "La La Land" è uno sfavillante inno all'Eterna Illusione della Città degli Angeli, LA andrebbe scritto coi puntini, è Los Angeles, quel non-luogo mitico e cinico in cui "si venera tutto e non si dà valore a niente", come recita una battuta di Ryan Gosling- Sebastian. Dove nasce, si consuma e si perde una love story di quelle che più classiche non si può.Lui è un pianista jazz che si arrabatta nei piano bar sognando un club tutto suo per musica seria. Lei è una delle tante aspiranti attrici parcheggiate alla cassa di una caffetteria. Lungo le quattro stagioni che scandiscono i capitoli del film, dalla primavera all'inverno, la loro storia ricorda quella di un altro storico musical d'autore, "New York New York". E come nel film di Scorsese il successo li separerà

 

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