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Addio a Johan Cruijff, l'uomo che cambio' il calcio

26.03.2016 08:52


Erano giovani, con i capelli lunghi e volevano cambiare il mondo. Anche il calcio, a cavallo tra '68 e primi anni settanta, visse la sua rottura. E quella rivoluzione aveva il volto di Johan Cruijff con il suo calcio totale che rompeva gli schemi dentro e fuori dal campo, come quando il mondo si stupiva dei ritiri olandesi aperti a mogli e fidanzate. Oggi il calcio mondiale piange la scomparsa del Pelè bianco, e non dimentica che il fuoriclasse olandese fu una sorta di Che Guevara del pallone senza barba, un'immagine indissolubilmente legata a quegli anni di fermento, al pari di altre icone non sportive. Di giocatori fuori dagli schemi ve ne furono, come George Best, il 'quinto Beatle'. Ma uno solo fu il Profeta del Gol, il numero 14 olandese, nel segno di una 'lotta' senza barricate e di una novità assoluta chiamata calcio totale. Nell'Ajax prima e con la nazionale olandese fu il calciatore simbolo del nuovo corso che cambiò la storia dello sport più amato del pianeta. Un gioco fatto di movimenti continui e senza ruoli di riferimento, nel segno di un'alternanza di compiti e di un qualcosa fuori dagli spartiti tradizionali. Trasformò il calcio, che ancora oggi, a distanza di 50 anni, gli deve molto. I giornalisti sportivi parlano di  Pelè e Maradona come i migliori giocatori di tutti i tempi. Noi pensiamo che fu Cruijff, come abbiamo scritto e argomentato in Curiosità del 4 febbraio.

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