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7 Comunisti e socialisti

16.09.2020 14:50

Ebrei e slavi sono combattuti e marginalizzati, integrati fin dove  possibile. Non devono essere percepiti dai triestini e dagli italiani, come comunità indipendenti, ma possono sopravvivere. I comunisti invece vanno eliminati. Non ci sono alternative. Il Partito Comunista è stato fondato a Trieste alla fine di gennaio del 1921 da un gruppo di fuoriusciti socialisti, tra i quali il calzolaio Odorico Visintini che diventa  il primo consigliere comunale comunista, uno dei primi martiri della violenza fascista. A Trieste, avamposto della lotta antifascista, i comunisti hanno il sopravvento sui socialisti.

Il Lavoratore, giornale dei socialisti triestini, fondato nel 1896, cambia direzione. Il vicedirettore è Luigi Visintini, rientrato da Torino dopo la morte del padre. Dopo la chiusura de l’Ordine Nuovo,  il Lavoratore è l'unico quotidiano nazionale del Partito Comunista, con una tiratura giornaliera di 17.000 copie, di cui 7.000 vendute nella sola Trieste. La sede del giornale - tra i cui redattori c’è Ignazio Silone – è ripetutamente incendiata dagli squadristi. Nel luglio 1923 per ordine prefettizio viene messo al bando, accusato di "attività antinazionale". Riprende le pubblicazioni nel marzo 1924, con il sottotitolo di "Settimanale dell'Unità Proletaria". Cessa le pubblicazioni il 14 novembre 1925, a causa della soppressione d'autorità di tutta la stampa d'opposizione, ultimo giornale in Italia a cedere alle imposizioni del fascismo. Il giornale continua ad operare in clandestinità, fino al gennaio 1927. Le pubblicazioni riprendono nel 1930 , e, dopo la chiusura della tipografia, il giornale viene  scritto a mano e duplicato con carta copiativa.

Nel 1926 entrano in vigore le leggi speciali, per perseguire, incarcerare, inviare al confino i comunisti. Luigi è confinato a Ponza, Ferrer, appena diciottenne,  parte clandestino a Milano. Il Partito gli affida il coordinamento delle cellule comuniste dell’hinterland milanese. Alloggia in un alberghetto di Porta Venezia. Viene arrestato a Milano il 21 gennaio 1931 in via Roma, da una pattuglia dell’OVRA che lo sta aspettando. Hanno saputo dove trovarlo, dopo gli arresti fatti a Sesto San Giovanni. Chi doveva incontrare Ferrer ha parlato. In questura Ferrer dichiara: ‘Mi chiamo Ferrer Visintini, sono comunista. I miei documenti sono falsi’. A Trieste la famiglia non sa nulla. Luigi è al confino, Darwin, diplomato alla scuola Nautica, si è imbarcato, Marietta è rimasta sola in via Gaspara Stampa. Ferrer E’ accusato di riorganizzazione del Partito della Gioventù Comunista, di appartenenza allo stesso Partito, oltre che di documenti falsi Il processo si svolge il 9 settembre. Seguono la condanna a 10 anni e il trasferimento nel carcere di Lucca. Più tardi Ferrer, diventato dirigente comunista e giornalista, scriverà Il carcere è stato la mia scuola I miei professori Terracini e Secchia. Mi hanno insegnato a scrivere, mi hanno insegnato, insieme ad altri detenuti operai, storia ed economia politica.

Lidia, fidanzata di Luigi, arriva volontaria a Ponza nell’estate del 1930. Il matrimonio viene celebrato dal podestà di Ponza il 10 ottobre 1930.

Ferrer viene trasferito dal carcere di Lucca a quello di Civitavecchia e da qui al confino di Ponza nel 1935. L’amnistia del 1936  viene proclamata per celebrare la nascita dell’impero fascista in Africa. Ferrer passa da Trieste, abbraccia Marietta, scappa a Parigi e poi si arruola nelle brigate garibaldine in Spagna.

I nostri  birbanti sono tutti clandestini, in prima linea nella lotta antifascista.

 

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