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5 Gli ebrei

16.09.2020 14:53

Negli anni ’30 la comunità ebraica di Trieste è composta da quasi 7.000 membri, l'85% dell'intera comunità israelita della Venezia Giulia e Zara, un quarto circa non hanno la nazionalità italiana. Molti ebrei sono arrivati a Trieste dai Balcani e dal Medio Oriente.

Sono attivi nel commercio e nella finanza, formano una elite intellettuale. I fascisti li osteggiano apertamente, per loro sono esponenti della plutocrazia internazionale.

Per la loro provenienza e le loro attività gli ebrei sono parte dell’immagine  di Trieste, antitetica a quella voluta dal fascismo, di città simbolo della nuova era. Perciò bisogna indebolire la loro influenza. La persecuzione degli ebrei a Trieste è iniziata ben prima delle leggi razziali del 1938.

La libreria di Samuele è un obiettivo inerme, facile da colpire.

Nicola è un ufficiale del Regno, assiduo frequentatore della libreria.  E’ professore di storia e filosofia in un liceo di Milano.  E’ stato mandato lì per controllare  un covo di possibili attività antifasciste. Passa delle ore in libreria, controlla i libri esposti in tutti gli scaffali. Un po’ alla volta incomincia a parlare con Samuele . Li unisce l’amore per la cultura.  Bruno è diventato gtande, frequenta il liceo scientifico e non vede di buon occhio la presenza dell’ufficiale.  In libreria Nicola si sente di casa e posa abitualmente il berretto sul banco.  Bruno lo prende, scappa e butta il berretto nel bidone  dell’immondizia.  Samuele è mortificato,  Nicola  non può rientrare senza il berretto da ufficiale. Balza fuori dalla libreria, rincorre Bruno e lo acchiappa.  Bruno è costretto a frugare nel bidone.  Trova il berretto pieno di lische di sardine e lo riconsegna puzzolente all’ufficiale.  Nicola deve arrestarlo, ma si impietosisce di fronte alle suppliche  di Samuele. Se ne va lasciando libero  Bruno, che deve però andarsene da Trieste.  Inizia così la sua clandestinità, all’età di 16 anni.

Negli anni che seguono la libreria di Samuele subisce più attacchi vandalici , aggressioni, incendi.  Lo stesso per l’oreficeria di Egon, si tratta di costringere gli ebrei ad abbandonare le loro attività.

Dal 1940  con l'occupazione  tedesca arrivano le operazioni di rastrellamento degli ebrei il 9 ottobre 1943 e il 20 gennaio 1944,  quando l'obiettivo sono gli anziani e i malati della Casa di riposo israelitica "Pia Casa Asilo Gentilomo".

Verso sera, il 20 gennaio 1944, arrivano i militari nazisti con due autobus della linea "10". Gli Ebrei anziani e malati, là ricoverati, sono brutalmente caricati sugli autobus e portati alla Risiera di San Sabba, ricavata da un edificio per la pilatura del riso. Da lì sono portati nella vicina stazione ferroviaria di Trieste - San Sabba, con destinazione Auschwitz, dove finiscono nelle camere a gas e nei forni crematori .Nell'autunno del 1943, un anno e mezzo prima del termine della guerra è stato installato dai tedeschi un campo di concentramento, unico nel suo genere in Italia, presso la Risiera di San Sabba,  nella periferia meridionale della città.  Vengono deportati 710 ebrei. Nel 1945  rimangono  in città solo 2.300 ebrei . Poi inizia l’esodo verso Israele. Gli ebrei voltano le spalle a Trieste,  nel 1965  sono  solo 1.052. Oggi la comunità ebraica della città conta circa 700 membri.

 

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