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32 Innovazione e ricerca e sviluppo

18.02.2018 19:10

Negli ultimi anni gli investimenti in Ricerca e Sviluppo (R&S) sono aumentati in tutti i paesi europei, anche se in misura eterogenea. In Italia la dinamica della spesa in termini reali è stata molto più lenta: ponendo a 100 il valore del 2007, il livello dell’Italia nel 2016 è pari a 110, mentre per l’area Euro ha raggiunto 136.

Ricerca e innovazione costituiscono una determinante indiretta del benessere. Sono alla base del progresso sociale ed economico e danno un contributo fondamentale allo sviluppo sostenibile e durevole. La quota di Pil destinata in Italia al settore ricerca e sviluppo ristagna, aumentandola nostra distanza dal resto d’Europa. Calano anche le domande di brevetto e peggiora la posizione del nostro Paese rispetto a quella europea. Cresce il divario tra il Nord e le altre ripartizioni. Inoltre, in Italia il peso economico dei settori ad alta tecnologia è tra i più bassi in Europa, con conseguenze preoccupanti. Questi settori, caratterizzati da una più spiccata propensione verso innovazione, ricerca e sviluppo, rappresentano un importante fattore di crescita economica e di aumento della produttività del sistema e possono offrire un contributo diretto al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. L’Italia presenta, comunque, segnali di tenuta maggiori rispetto a Spagna e Francia.

La quota della ricerca industriale su quella totale rimane scarsa, in leggera crescita rispetto all’anno precedente. Malgrado l’impegno del Governo (testimoniato non soltanto dal credito d’imposta ma dall’intero Piano Impresa 4.0), al quale si sommano le risorse delle Regioni (che hanno concesso complessivamente 1,1 miliardi di euro nel solo 2016), le spese delle aziende in innovazioni di prodotto e/o di processo ancora non decollano, confermando l’annosa questione del ritardo dell’Italia negli investimenti per la ricerca.

In questa campagna elettorale i partiti politici hanno promesso agli elettori benefici personali ( flat tax, reddito minimo, bonus ad alcune categorie, bonus alle famiglie, ecc), ma hanno trascurato l’importanza di investimenti pubblici di sostegno all’innovazione tecnologica. Purtroppo l’elettorato italiano non è sensibile agli  investimenti strategici, necessari al rilancio diraturo dello sviluppo economico.

 

 

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