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1940 , i tedeschi entrano a Parigi, la fuga verso il Nord

03.09.2016 15:48

 

Era già sera, chiusi nell’appartamento aspettavamo il ritorno di papà per mangiare qualche cosa. Avevamo solo un pezzo di pane raffermo. Ecco i suoi passi, apre la porta e agita ridendo un sacchetto. Mamma ha già capito estrae la padella e la mette sul fuoco. Sono i ciccioli  che soffriggendo spandono per la casa un odore incerto, un po’ rancido, che per noi diventa un profumo delizioso,. Poco dopo pucciamo i pezzetti di pane. I tedeschi hanno invaso Parigi. Papà dice dobbiamo scappare, porto con me Giorgio, vado al nord verso Amiens e , tra qualche giorno vengo a riprendere te e Giulio (mio fratello di 8 anni). In ogni caso i contatti dobbiamo tenerli con Tosca, una fuoruscita triestina, non ricercata dalla polizia. Nei prossimi giorni è meglio che Giulio stia da lei. Mio papà sa già dove andare, in un paesino del Nord a 8 km da Amiens, Blangy Tronville. Qui mi consegna a una coppia di vecchietti, Pépè et Mèmè (nonon e nonna) , che avranno cura di me e papà mi promette che verrà quasi ogni settimana a trovarmi.

 

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