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13 Finisce la guerra

16.09.2020 14:38

Due popolazioni abituate da secoli a convivere, la maggioranza italiana e la minoranza slava, sono ora ostili. Amici fraterni come Nero e Ferrer sono ora uno contro l’altro, non riescono più a parlare tra loro. Nero è pieno di rabbia, da anarchico, spirito libero, si sente ingabbiato.. Vorrebbe vedere Ferrer, ma non può. Vorrebbe organizzare un attentato contro il comando alleato. Ne parla con l’amico Ugo Ubaldini, ma gli altri compagni di partito sono assolutamente contrari .Bisogna rispettare gli accordi di Belgrado appena sottoscritti. Improvvisamente Nero parte per Lubiana, vuole  incontrare Kraigher.

In Slovenia la popolazione acclama Tito, ma i dirigenti del partito sono diffidenti. Tito, il croato, li ignora. Alla Croazia nella formazione delle 6 Repubbliche ( Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Serbia, Macedonia)  è stata data quasi tutta l’Istria.

Kraigher rifiuta di incontrare il suo ex vice comandante. Qualche amico della Lega dei Comunisti slovena consiglia a Nero di tornare in Italia. Qui gli dicono vengono arrestati e deportati nel campo di Goli Otok ( Isola Calva) non solo gli italiani ex fascisti, ma anche altri che hanno fatto parte dell’esercito popolare di liberazione.

Nero è disperato. Rientra a Trieste. Dopo la foiba di Basovizza c’è San Lorenzo, un piccolo borgo sovrastante la valle di San Dorligo. A due km dal mare. Nero conosce bene questi posti. Dal fondo valle, a livello del mare, si erge una parete di roccia, con passaggi di V e VI grado, palestra dei giovani alpinisti triestini. Nero sale sul picco più alto. Ha deciso. Non vuole più vivere in questo mondo dove gli ideali sono traditi, dove non ha più amici. Spicca un salto e vola. Il suo corpo viene ritrovato qualche giorno dopo da un gruppo di escursionisti.

Pochi mesi dopo viene trovato morto in casa Ugo Ubaldini. E’ passato anche lui in Slovenia, come Nero, ma è stato preso, fatto prigioniero, imbarcato sulla nave Punat, destinazione  il campo di sterminio  di Goli Otok.

La stiva della nave si apre all’alba. Dall’esterno  sentono   grida confuse: “Uaaaaa bandaaa”, abbasso i banditi. “Doleee izdainiciiii”, abbasso i traditori. A un tratto, arriva sulla nave un gruppo di persone che inizia a picchiare i detenuti  all’impazzata, scatenando una fuga generale verso la scaletta che porta fuori.  La scena che si presenta è  impressionante: due lunghissime file di individui si snodano dalla riva dell’isola verso una serie di baracche. E’ lo “stroj”, il sentiero del saluto di benvenuto sull’isola dei dannati.  I detenuti devono  passare tra le due file di uomini, che li colpiscono forte con calci e pugni, sfigurando i loro volti fino a renderli irriconoscibili. Nessuno riesce ad attraversarlo tutto. Dopo qualche decina di metri cadono a terra, sfiancati dalle botte.  Ma non sono  i militari a picchiarli, bensì gli stessi detenuti del campo. Stanno dando prova alle guardie della loro avvenuta “rieducazione”. Prigionieri trasformati in picchiatori degli altri prigionieri.

Ugo è stremato. Distrutto nel corpo e nello spirito. Ha combattuto con loro e per loro ed ora sono i suoi aguzzini. Conosce altri due detenuti, uno slavo, l’altro italiano, e, insieme decidono di tentare la fuga. Un mese dopo rubano al guardiano la chiavetta delle catene che hanno alle caviglie e, al calar della notte , si buttano in mare, senza sapere se avranno la forza di attraversare il canale di Morlacca, largo quasi 4 km, per raggiungere la terraferma.  Sono fortunati, incrociano un pescatore che li porta a Sen. Con mezzi di fortuna, impiegano una settimana per arrivare a Fiume e Abbazia. Da qui percorrono a piedi, nei boschi, oltre 30 km fino Kozina. Qui si salutano. Dall’altra parte del confine c’è Basovizza. Ugo arriva a Trieste e cerca subito Nero. Nessuno sa dargli informazioni precise. Poi la tragica notizia. Ugo è tormentato dal rimorso di non aver seguito Nero in Slovenia, di non essergli rimasto vicino. E’ solo e disperato. Il suo suicidio è plausibile.

Ma Ugo si è davvero suicidato in casa ? E Nero si è davvero buttato dal picco di San Lorenzo ? Sono interrogativi che non hanno ancora avuto risposta certa.

La guerra è proprio finita ?

 

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