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10 La guerra mondiale e Tito

16.09.2020 14:44

Il 12 marzo 1938 le truppe naziste invadono l'Austria e arrivano in poche ore a Vienna, senza incontrare nessuna resistenza e senza sparare un colpo. Sono accolte dappertutto con grande entusiasmo. Gli austriaci vedono in Hitler un connazionale, un capo che  riscatterà le umiliazioni subite alla fine della prima guerra mondiale,  libererà l’Austria dagli ebrei e dai comunisti. Far parte del grande Reich significa uscire dalla crisi economica.

Da quel momento la crescita del nazismo in Europa non si ferma più. Hitler occupa i Sudeti, la regione ovest della Cecoslovacchia di lingua tedesca. I capi dei governi francese e inglese, Daladier e Chamberlain incontrano Hitler a Monaco, con il proposito dichiarato di fermarlo. In realtà vogliono che Hitler si espanda verso est, contro l’Unione Sovietica. Il 23 agosto 1939, Molotov e Von Ribbentrop firmano a Mosca il patto scellerato di non aggressione fra Germania e Unione Sovietica. L’ appendice al patto stabilisce le reciproche zone di influenza nell’Europa orientale. Finlandia,Lituania, Estonia e Lettonia oltre alla regione di Danzica spettano all’Unione Sovietica. Si apre una grave crisi nel fronte antifascista. Il primo settembre Hitler invade la Polonia, le truppe sovietiche entrano a Danzica. La Polonia è strangolata. Francia e Inghilterra dichiarano guerra alla Germania. E’ l’inizio della seconda guerra mondiale.

In Italia il fronte antifascista è diviso. I comunisti sono solidali con l’Unione Sovietica. Sono contro il fascismo, ma socialisti e azionisti ( ex Giustizia e Libertà) sono diffidenti.

Nero , dopo aver lasciato Giuseppina morente, è andato in Toscana, a Carrara, fa parte dei circoli anarchici, molto attivi in tutta la Versilia. Il 24 agosto 1939, dopo la firma del pattp Molotov- Von Ribbentropp, Nero organizza una manifestazione di protesta. La polizia lascia sfilare i dimostranti per le strade di Carrara. E’ rottura con il Partito comunista. Nero, l’anarchico, cercava un accordo con l’organizzazione comunista per ottenere un passaporto, espatriare in Francia e raggiungere Parigi. Ora viene abbandonato al suo destino.

C’è molta confusione fra i dirigenti comunisti in Francia.  Il Partito chiede a tutti di rifugiarsi a Mosca con moglie e figli. Luigi  rifiuta e si nasconde in un villaggio del nord della Francia, vicino ad Amiens. Durante la drole de guerre , dal settembre 1939 all’aprile 1940, Ferrer resta a Parigi, ma poco dopo l’occupazione nazista, nel giugno, viene arrestato e trasferito nel campo di concentramento allestito a Compiègne, fra Parigi e Amiens.

Nero decide di ritornare a Trieste. Parla con Enrico Bercè, che lo accoglie e gli procura un nascondiglio. Nero è braccato, la polizia e l’OVRA non gli danno  tregua. Ivan Lukic, un cugino di Bruno, abita a Padriciano, un  borgo vicino a Basovizza, di poco più di 200 abitanti, tutti di lingua slovena. Nero si nasconde da lui. Padriciano ( Padric in sloveno) è un borgo dell’altopiano carsico, dimenticato dalla Questura di Trieste, dove prevale l’agricoltura e l’allevamento del bestiame, dove non viene segnalata nessuna attività politica. Ivan insieme ad alcuni compagni , fra cui un altro italiano, Ugo Ubaldini, sono in contatto con i comunisti del vicino regno di Jugoslavia. Qui, in Croazia, è nato il movimento partigiano guidato da Josip Broz, il comandante Tito. Nero incontra più volte il comandante di una brigata partigiana slovena oltre confine. Nella clandestinità in Toscana ha appreso l’uso delle armi, affronta il pericolo senza pensarci, è ammirato da tutti i compagni a Padriciano e a Sesana, la località dell’altopiano carsico dove ha sede il comando della brigata.

 Nel novembre 1942 cade il regno di Jugoslavia. I partigiani di Tito prendono il controllo del territorio e assumono il nome di "Esercito popolare di liberazione della Jugoslavia" , resistono nel periodo 1942-1943 alle ripetute offensive degli eserciti dell'Asse; quindi, al crollo dell'Italia nel settembre 1943, costituiscono un governo di Liberazione.

Nel 1944  mentre il territorio jugoslavo viene liberato (ma prima ancora di procedere alla riconquista di Zagabria e di Lubiana) Tito sposta verso l’Italia ( Trieste, Carso, Istria, e Quarnaro), il fronte settentrionale di guerra, puntando a conquistare queste regioni con una forte minoranza slovena , annesse all’Italia dopo la guerra del 1918,

Nero varca il confine insieme a Ugo Ubaldini, raggiunge Sesana e si uniscono entrambi all’esercito di liberazione jugoslavo. Vuole partecipare alla liberazione di Trieste.

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