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A Trieste

30.10.2021 18:56

1 Un crollo misterioso

All’improvviso scoppiò il finimondo. Un  boato a terribile. L’urlo di un vecchio ‘ è tornata la guerra’ Poi il silenzio. Jimmy, un ragazzino africano di 8 anni, è bloccato sotto una trave non riesce a muoversi, né a gridare. Sente muoversi sopra di lui e gridare ‘ c’è qualcuno qui sotto ?’ Le voci si allontanano. Jimmy  è disperato.

Poi, nonostante il dolore, sorride. Ha sentito una voce  che lo chiama. ‘ Jimmy, dimmi qualcosa, dimmi che sei vivo’. Jimmy piange, non può rispondere. Il nonno ora chiama la mamma ‘Laura, Laura’. Silenzio.

E’ crollata la palazzina, dove Jimmy vive con la mamma al primo piano , e i nonni al piano superiore. Al piano terra il negozio di alimentari della famiglia. e Jimmy è stato adottato subito dopo la nascita., per volere dei mamma, Laura mentre il padre Toni è contrario. I litigi fra i coniugi sono sempre più frequenti, finché Toni si allontana.

Viene dato  l’allarme . Una sirena lacera l’aria. Sono i vigili del fuoco. Jimmy sorride nuovamente, si riaccende la speranza.  Anche la mamma deve essere qui sotto , forse qui vicino. Fra poco saremo salvi entrambi. Fate presto, pensa Jimmy, non sento più le gambe. Il comandante dei vigili grida ‘ Fate dei  buchi qua a e là. -  Se c’è qualcuno vivo, bisogna far passare l’aria. Portate anche i cani molecolari.’Una squadra di vigili incominciano a spalare da più parti. Per ora decidono di no usare le macchine. Vogliono capire prima se c’è qualche segno di vita.

Jimmy ha perso i sensi. Un cane gli lecca la guancia. Si  riprende, stanno arrivando. Siamo salvi, pensa. Anche le braccia sono bloccate, non può accarezzare il cane che ora abbaia. Gli spalatori si avvicinano, il rumore delle pale è una musica dolce. Un uomo grida c’è un ragazzino, è vivo . Sollevano la trave che gli schiaccia le gambe. Dov’è mamma Laura, è qui vicino, sono le prime parole che riesce a dire. Nessuno ha il coraggio di dirgli la verità. Mamma Laura è morta.

2. 10 anni dopo

Dopo il crollo della palazzina, Jimmy è viene ricoverato all’ospedale. Ha riportato più fratture, alle gambe, alle braccia, al torace. Tre interventi chirurgici e 6 mesi di degenza, I nonni, sono stati feriti, la casa è distrutta, il futuro incerto.

In ospedale Jimmy capisce che mamma Laura non c’è più. Lui continua a chiedere di lei,ma nessuno gli risponde. Se fosse viva mamma Laura sarebbe vicino a lui,ma non c’è. Jimmy grida vuol sapere la verità. Poi si chiude in lungo silenzio. Non vuol parlare con nessuno. Le indagine sul crollo proseguono. E’ accertato, non è stato uno scoppio provocato da cause interne all’edificio. La bomba è stata portata dall’esterno, ma non emerge nessun movente. Mamma Laura e i nonni non avevano nemici.

Dal letto dell’ospedale Jimmy continua a pensar. L’assicurazione sulla palazzina crollata è bassa, a mala pena i nonni riescono a comprare una mansarda. Hanno perso tutto.

Jimmy si convince che il padre ha voluto vendicarsi. E’ lui l’autore dello scoppio. Passa il tempo, Jimmy, dopo i 15 anni, si mette alla sua ricerca. Ogni pomeriggio, dopo scuola. Da Walter, un amico del padre, collega di lavoro, viene a sapere che Toni, il giorno dopo lo scoppio ha chiesto di essere trasferito nella filiale di Agadir, in Marocco. Probabilmente è ancora lì.

Jimmy aiuta ora l’edicolante vicino a casa nella consegna dei giornali agli abbonati. Mette cos’ da parte un po’ di soldi per il viaggio che ha in mente di fare. Telefona alla ditta ad Agadir, ha conferma che Toni lavora lì. Appena compiuti 18 anni, comunica ai nonni la decisione di partire alla ricerca del padre. invano i nonni cercano di dissuaderlo.

‘Devo parlargli’, dice Jimmy, devo capire chi i ha distrutto la nostra vita. Ha preparato lo zaino, parte perla Spagna.

3 Verso la Spagna

Al porto è ancorata una nave da crociera in partenza per le isole Baleari. Hanno bisogno urgente di trovare due mozzi per salpare. Jimmy si presenta. Non ha esperienza,ma conosce il francese, oltre all’italiano.. Poco dopo la partenza, Jimmy si sente male, Ha il mal di mare. Se se Se accorgono, lo sbarcano subito. Juanita è una hostess spagnola Lo vede sofferente,le scappa da ridere. Gli dà una pastiglia, dicendo  Tieni questa scatoletta, cura lo stomaco contro il mal di mare. Rido perché ce l’ho anch’io. lei. Certo  per un mozzo…’ Ridono entrambi.

Juanita è  una ragazza spigliata, Jimmy è simpatico. Lo bacia. Jimmy, se fosse di pelle bianca, diventerebbe rosso, E la prima volta che bacia una ragazza. Risponde al bacio. Juanita capisce, lui non ha mai avuto rapporti intimi. Fare all’amore è una delle cose belle della vita. Se il partner ti piace, perché non farlo? E’contenta di essere la prima. E’ notte. Non c’è nessuno. Si rotolano stretti sulla tolda. Jimmy sente l’erezione. Juanita con mano calda gli prende il membro. Fanno all’amore. L’arrivo a Majorca è previsto per la sera dopo.

Juanita è nata e vive a Palma di Majorca. Ha un monolocale. Fra due giorni riparte per un  viaggio di una settimana. Propone a Jimmy di stare a casa sua. Prima di ripartire lo presenta nel posto dove lavora quando non viaggia, la gelateria La cattedrale della Rivareno, vicino a casa. E’ appena andata via una ragazza italiana, Greta. Lo prendono subito. Farà le consegne delle torte gelato a domicilio.

Palma di Majorca è una bella città. Nel porto sono ancorati yacht lussuosi. Proprietari ed equipaggi animano la vita notturna intorno ai bar, alle discoteche e ai pub del centro storico. Juanita lo ha portato dal Tunel,  a mangiare la paella con la miglior sangria de cava della città. Da lì al Chakra un wine bar raffinato nel rione di Santa Catalina. Juanita parte. Inizia la nuova vita di Jimmy. In questo mese deve lavorare il più possibile per mettere da parte un gruzzoletto..

4. Un mese a Majorca

Jimmy è un ragazzone di 18 anni, alto 1 metro e novanta, capelli ricci e scuri, carnagione olivastra. Piace alle ragazze. A Majorca i locali sono aperti quasi tutta la notte e sono affollati, ci sono molte ragazze francesi, tedesche, inglesi, un po’ di tutti i Paesi. Jimmy conosce Vlasta, una ragazza cecoslovacca. Lavora anche lei in una delle 3 gelaterie  Rivareno. Jimmy ha notato che Vlasta lo guarda. Prende l’iniziativa. Vieni a ballare stasera, le chiede con una certa spavalderia, appresa da Juanita. Vlasta è presa alla sprovvista, arrossisce un po’, ride, e accetta. Alle due di notte, finito il turno di lavoro, vanno nel rione Paseo maritimo, in una delle tante sale da ballo. Jimmy la conosce, c’è stato con Juanita. Il bar tender lo saluta, come fosse un habitué del locale. Vlasta lo guarda ammirata.

Alle 4 del mattino vanno allo Sky bar, all’ultimo piano dell’albergo, con vista mozzafiato su Majorca. Vivo qui da due anni, ma non avevo mai visto un posto così bello- Si baciano e vanno  a casa di Vlasta. Divide un appartamento con altre due ragazze, ma nessuna si occupa di ciò che fanno le altre. Jimmy scopre un nuovo stile di vita.

Il mattino dopo vanno al mare, alla bellissima spiaggia Illetas, dove trascorrono la giornata in allegria fino alla ripresa del lavoro. Non hanno chiuso occhio. Attenta a servire il gelato, dice ridendo Jimmy - E tu, ribatte Vlasta, porta le torte all’indirizzo giusto.

Vlasta si innamora, ma Jimmy pensa a Juanita.

5. A Ceuta

Juanita rientra a casa dal viaggio. Jimmy l’aspetta a braccia aperte. Ha pensato molto a lei durante la sua assenza. E’ innamorato. Juanita sorridente, anch’io ti voglio bene, ma l’amore per sempre è un’altra cosa, vuol dire una vita insieme e, per questo bisogna conoscersi meglio. Ma io voglio vivere con te , per sempre’, risponde Jimmy. E Juanita  Ora devi pensare al tuo viaggio in Marocco.  Ne riparliamo quando ritorni. Io ti aspetto, non scappo e non mi sposo, te lo prometto..

Passano l’ultima settimana appassionatamente insieme. Juanita gli consiglia di andare a Ceuta, una città non lontana da Gibilterra, la più vicina l Marocco.. Arriva il giorno della partenza . Zaino in spalla, Jimmy abbraccia Juanita e salta sul treno. A presto  si gridano  entrambi, lui dal finestrino, lei dal marciapiede..

Ceuta è una città della Spagna dii circa 80.000 abitanti, di fonte a Gibilterra, non lontana da Tangeri, importante porto del Marocco,. A Ceuta arrivano migliaia di migranti clandestini.  Fra Spagna e Marocco i contrasti sono frequenti. Il Marocco accusa la Spagna di offrire rifugio e protezione ai ribelli del Polisario, la regione del Sud, al confine  con la Mauritania, che rivendicano l’indipendenza. Il Marocco da parte sua  non contrasta  i migranti che raggiungono Ceuta, anche a nuoto.

La chiusura della frontiera con il Marocco mette in crisi l’economia della città, fondata sul commercio con la clientela marocchina e sulle esportazioni verso il Marocco. I capannoni della zona industrial sono diventati centri di accoglienza. La popolazione odia i migranti. Jimmy viene scambiato per uno di loro.  Nessuno gli affitta una stanza, dormire all’apèrto è pericoloso. Si lascia prendere dalla polizia e rinchiudere in uno dei Centri di accoglienza.  Forse, pensa, lo  spediranno in Marocco.I migranti del Centro di accoglienza lo guardano con sospetto, forse è stato mandato dalla polizia per sorvegliarli.Una settimana dopo viene caricato su un camion a spedito a Tangeri

6 Da Tangeri a Agadir.

Il più è fatto pensava Jimmy, nelle notti insonni del Centro di accoglienza di Tangeri, sono in Africa. Ma Agadirè lontana, sono 800 km. Certo si può p.rendere il treno, lanave, l’aereo, ma costano troppo, a Tangeri non c’è lavoro per guadagnare i soldi necessari.. Che fare ?

Nel Centro di accoglienza conosce Mamou, un ragazzo di Nouakchott, la capitale della Mauritania. Ogni mese, gli dice, da Bir Moghrein parte una carovana che attraversa tutto il deserto. Potremmo fare il viaggio insieme fino a casa mia, poi da lì facile imbarcarsi su un peschereccio per risalire a Agadir. Puoi viaggiare gratis, basta che aiuti a buttare il pesce dalle reti nei cassoni. Ti va? Jimmy guarda nello zaino. La scatoletta di Juanita con le pastiglie magiche c’è. Va beve, vengo con te.

Bir Moghrein. riprende Mamou, è una cittadella della Mauritania al confine con il Marocco.. Da qui sono circa  1000 km,bisogna andarci in pullman,  si attraversano le montagne dell’Atlante, senza entrare in Algeria . E’  pericoloso, ci sono le tribù del Polisario, che fanno rapine, hanno bisogno di soldi. Combattono per l’indipendenza dal Marocco  Quanto costa il viaggio ? chiede Jimmy. E Mamou ‘ qui si paga in CFA . Il prezzo del biglietto è 10.000 CFA, cioè circa 35 euro.

Va bene, ci sto risponde Jimmy, il cui tesoretto ammonta a 200 euro.

7 Verso la Mauritania

Prima della partenza bisogna pensare ai documenti. Jimmy è entrato clandestinamente in Marocco. Con il passaporto italiano è arrivato in Spagna, ora senza il visto di ogni Paese non può proseguire. Mamou ha un amico al consolato della Mauritania di Tangeri. Va a trovarlo. Gli spiega la situazione. L’amico Futizzon (dal verbo futizza= imbrogliare) ci pensa su. E’ un caso complicato, bisogna mettergli sul passaporto due visti, retrodatando quello per il Marocco. Scuote la testa, accarezza il mento, poi  Ci vorranno almeno 10.000 CFA.

Tangeri, detta la città bianca, ha più di 2.500 anni. E’ stata dominata a tanti popoli, i fenici, i romani, i visigoti, gli arabi, i portoghesi, gli inglesi e gli spagnolo, che hanno lasciato i segni del loro passaggio. L’ufficio di Futizzon dà sul Gran Sacco, , una grande piazza rettangolare al centro della città vecchia, dove c’è il suk e una serie di botteghe artigianali- Due giorni dopo Jimmy va a ritirare il passaporto con i visti. Il suo tesoretto ora è ridotto a 150 euro.

Finalmente arriva il giorno della partenza. Il pullman non arriva fino a Bir Moghrein, si ferma prima della frontiera. Bisogna fare a piedi circa 30 km per arrivare a Bir Moghrein.

Il pullman parte al mattino presto. Arrivano alla frontiera prima di mezzogiorno. I documenti sono in regola,passano veloci. Prima del buio arrivano stremati a Bir Moghrein. E’ pericoloso dormire all’aperto. Vanno in albergo. Del tesoretto di Jimmy restano 120 euro.

8  Bir Moghrein

Bir Moghrein è la porta del deserto del Sahara occidentale,situata all’estremo nord della Mauritania. Più che una città è un grosso borgo agricolo. Nell’unico albergo, dove passano la notte, Jimmy e Mamou, affamati, divorano una padellata di una pasta morbida, condita con molte spezie. Jimmy chiede a Mamou Che cos’è? indovina,risponde Mamou. Jimmy assaggia più volte, ma non capisce. Sono patate, spero ti piacciano, ne mangerai tante nei prossimi giorni con la carovana. Le patate di Bir Moghrein sono famose in tutta la Mauritania.

Vanno a letto presto. All’alba hanno appuntamento alla moschea con Ahmed Zoer, il capo della tribù dei Nemadi. i Nemadi sono pastori, dediti all’allevamento di dromedari. Vivono di pastorizia in vasti territori aridi  che conoscono bene. Sfruttano le scarse risorse, acqua ed erba, spostandosi da una zona all’altra con i loro animali Fino a non molti anni fa parevano in via di estinzione. Le ultime stime parlano di meno di 1.000 Nemadi in Mauritania. Con l’arrivo di Ahmed Zoer le cose sono cambiate- Sono loro a fare la carovana che attraverso il deserto arriva a Nouakchott.

L’imam ha appena aperto la moschea quando arrivano i nostri due amici.

Poco dopo entra anche Ahmed Zoer.

9 Ahmed Zoer

Ahmed Zoer è basso di statura. E’ magro,  a prima vista pare un ometto qualsiasi. I capelli sono crespi e grigi, un po’ di barba sotto il mento. Gli occhi chiari e lo sguardo penetrante. Di carnagione olivastra, ma scura, perché suo padre ha sposato una donna Tuareg della Libia. Perciò gli anziani della tribù non lo amano. Viceversa è l’idolo dei giovani, perché, con la carovana, ha aperto loro nuovi orizzonti, oltre il deserto. Non porta le insegne di comandante. I nostri amici non lo riconoscono. E’ lui a presentarsi. Mamou e Ahmed parlano prima in arabo e poi in francese per farsi capire da Jimmy.

Ahmed scruta entrambi, quasi volesse leggere i loro pensieri. E poi Che cosa volete da me? Mamou Vogliamo venire con la carovana fino a Nouakchott. Ahmed li guarda ancora Il viaggio è lungo, dura quasi un mese, dove c’è un’oasi ci fermiamo qualche giorno per fare le provviste di acqua , erbe e datteri.. Viaggiamo di notte, di giorno fa troppo caldo. Dovete versarmi metà dell’importo alla partenza e l’altra metà all’arrivo. Sono in tutto 25.000 CFA.

L’oste dell’albergo mi ha detto che se lavoriamo durante il viaggio il prezzo si riduce. Sì, risponde Ahmed, vi do 2.500 CFA per ogni giornata lavorativa nelle oasi. Si parte domani sera alle 20, dalla moschea.

10 Attraverso il deserto

Durante la giornata Mamou e Jimmy vanno al suk nel Gran Sacco. Acquistano due coperte per la notte, e due tuniche, una più leggera e l’altra più pesante, oltre a due paia di sandali e due cappelli.

Alle 19.30 sono davanti alla moschea dove trovano la carovana già pronta. Alle 20 precise Ahmed guida la carovana verso la grande porta Sud, che si apre sul deserto. Bir Moghrein sta su un’altura. Dalla porta una vista mozzafiato  sul deserto fino all’orizzonte.

I nostri due amici sono sistemati su un carro, senza telone, in mezzo ad alcuni sacchi di datteri. Con loro ci sono altri giovani Nemadi, che dopo averli guardati con sospetto, incominciano a parlare in berbero con Mamou. Già dopo le 22 fa freddo e tutti si sdraiano avvolti nella coperta.

Durante la notte la carovana percorre circa 30 km. La strada o meglio la posta sale e scende fra le dune, con scossoni che ti svegliano di soprassalto. Poi, un po’ alla volta, ci si fa l’abitudine.

Al mattino si dà da mangiare ai dromedari e l’acqua per riempire il serbatoio naturale sotto la gobba. Si preparano i pasti, patate con harissa e altre spezie. Alla sera, prima di coricarsi, si beve l’amaro Mariatreben.

Per lavarsi e per fare il bucato bisogna aspettare la prima oasi. L’acqua è troppo preziosa.

11 L’oasi

La carovana arriva all’oasi 3 giorni dopo. Le scorte di acqua sono finite. I dromedari sono esausti. Per fortuna ora si può riposare, abbeverare gli animali, fare il bucato, lavarsi, raccogliere datteri e erbe per proseguire tra qualche giorno.

Jimmy pensa sembra il paradiso, di cui parla la bibbia, dove sono Adamo ed Eva.. Come sarebbe bello il mondo de Eva non avesse mangiato la mela. Ahmed chiama tutti i ragazzi, incomincia la raccolta dei datteri. E’ un lavoro  che richiede forza e agilità. Il raccoglitore deve salire più volte per staccare dalla palma i caschi di datteri maturi. E’ un acrobata, ha piedi nudi, legati da una corda, che blocca il pericolo di caduta.  Jimmy è forte e anche agile, ma alla sera, oltre a essere molto stanco ha le mani con le mani piene di graffi e piccole piaghe. Le avvolge in un panno bagnato, si nasconde, vuol guadagnare anche domani  2.500 CFA.

In 3 giorni riempiono 10 sacchi di datteri, è ora di ripartire.. Il viaggio proseguire in allegria. I ragazzi della carovana sono amici di Manou e Jimmy. Manou racconta loro tutto di Nouakchott . 500 metri davanti alla carovana, un guerriero E’ l’alba. Presto si fermeranno- Il guerriero scruta l’orizzonte per scoprire eventuali pericoli. Ora suona la tromba. Ha visto in lontananza un gruppo di cavalieri. Sono predoni armati. Ahmed prende il fucile e con altri 5 giovani lanciano al galoppo i dromedari sparando a raffica di fucilate. I predoni si allontanano..E’ trascorsa un’altra giornata. La prossima oasi è ancora lontana. Stasera bisognerà partire presto. Fare tappe più lunghe, mangiare e dormire meno. Dormono nei carri.

12 Nouakscot

La capitale della Mauritania è una città moderna, che al suo interno nasconde ancora quartieri fatti di baracche. La carovana arriva a tarda mattinata dopo una tappa di oltre 12 ore. Uomini e animali sono stremati. Ci si organizza per la sosta che qui sarà più lunga. Le tende vengono montate in un capannone abbandonato della zona industriale. I ragazzi dormono solo poche ore. Vogliono che Manou e Jimmy li accompagnino a vedere le meraviglie della città.

Li portano ad ammirare lo spettacolo delle navi colorate dei pescatori. Verso sera  iniziano ad arrivare una miriade di barche di pescatori: tutto si anima, i carretti arrivano trainati dai muli o da uomini, le barche vengono issate sulla spiaggia a forza di braccia, arrivano anche gli acquirenti, per pochi soldi portano a casa chili di pesce.

In questi giorni si festeggia la Gueta, la festa dei datteri. Con danze e musica locale; proprio ora si sta celebrando un  matrimoni. Ci sono tante famiglie  nomadi  e accorse per l'occasione che discutono di alleanze e  compravendite . Il mercato è pieno di bancarelle con oggetti di cuoio decorato, tappeti di lana, sculture di legno, bigiotteria locale e dai gioielli veri e propri, che spesso vengono venduti ad ottimo prezzo. Jimmy guarda con ammirazione alcuni modelli di vestito da uomo, il bub e un chech, la sciarpa desertica da usare come turbante. Molto belli anche agli strumenti musicali tradizionali utilizzati dai grigot tra cui troviamo i gicitati liuto (Tieni) e arpa (Ardin)

Le tentazioni sono molte, ma i soldi sono pochi. Meglio andare a fare un bagno sulla lunga spiaggia. Gli anziani vanno invece a visitare la moschea di Ibn Abas, detta mosche rosa, al centro della città.

13 Ousman il pescatore

Ousman è uno dei tanti pescatori senegalesi, che pescano lungo le coste della Mauritania e del Marocco spagnolo-  I Mauritani sono uomini del deserto, poco attratti dal mare. Ousman  possiede un grande peschereccio, è uno dei pochi che va fino a Agadir.  Anche lui è grande e grosso, capelli scuri , lunghi, annodati dietro la nuca, lunga barba nera. Certo non passa inosservato. Sta parlando con gli altri pescatori, con una voce profonda, baritonale. Ogni tanto scoppia in una risata  fragorosa, che sovrasta  ogni altra. Jimmy si rivolge a lui, Devo andare a Agadir,mi hanno detto che voi ci andate. Non prendo passeggeri, taglia corto  Ousman. Ma io chiedo di lavorare, di scaricare il pesce dai sacchi nei cassoni. Ousman lo squadra, hai già fatto questo lavoro? Jimmy mente , sì in Spagna  fra Ceuta e Gibilterra. OK allora, salta su.

Il peschereccio balla più della nave  traghetto in Spagna, per fortuna ci sono le pillole di Juanita. PER RASSICURARSI Jimmy dà un’occhiata dentro lo zaino, ci sono. A poppa, vicino al timone, c’è una grande stuoia. Questo è il nostro letto, dice Ousman.  Da mangiare c’è pesce e patate o patate e pesce, aggiunge ridendo, il viaggio dura 2 settimane, di notte peschiamo e mettiamo il pesce nei cassoni.

Ousman ha preso in simpatia Jimmy, qui e indica i 5 uomini a bordo siamo tutti senegalesi. E tu di dove sei? Io sono italiano risponde Jimmy.  Ah Roma, Napoli, la Sicilia, non ci sono mai stato, ma tutti ne parlano. Prima o poi devo andarci.

14 La pesca

La giornata di lavoro dura 15 ore. Dalle 19 della sera si pesca fino all’alba. Dalle 5 alle 10 del mattino si vuotano i sacchi di pescato i. si procede alla cernita dei pesci più pregiati, quindi si caricano nei cassoni. I pesci più comuni sono cefali, orate, tonni, sgombri, cernie, branzino. Poi si mangia e si riposa. Ogni due giorni si scende al villaggio più vicino con un mercato del pesce, per la vendita. Ousman preferisce guadagnare meno soldi ma fare presto, quindi  vende in blocco l’intero pescato a un grossista, in modo da ripartire presto.

 

Le città e i villaggi che si affacciano sull’Atlantico sono popolati da abitanti di origine spagnola.. L’economia di questa regione del Marocco à molto sviluppata. Oltre al pesce, qui arrivano i fosfati dalle miniere ai margini del deserto.  Ci sono importanti colonie di ebrei che hanno sviluppato le attività industriali, commerciali e finanziarie. E’ questa la regione contesa dal Polisario, che ne rivendica l’indipendenza dal Marocco.

Ousman ha fretta di arrivare a Agadir, dove deve incontrare un gruppo di imprenditori interessati a fare investimenti a Nouakchott. La pesca viene sospesa per accelerare l’arrivo. Sta spingendo il motore al massimo, quando improvvisamente  il mare si gonfia, sta arrivando una tempesta.  Jimmy ingoia due pillole, ma non bastano.  Rimette tutte le patate e il pesce  che ha mangiato, ma non c’è tempo di soccorrerlo. Un uomo è caduto in mare. Bisogna salvarlo. Ousman si lega una lunga corda intorno alla cintura e si tuffa in mare. E’ una lotta titanica fra l’uomo e il mare. Riesce ad afferrarlo, lo trascina mezzo morto e viene issato a bordo. Qui Ousman si trasforma nel medico di bordo praticando la respirazione bocca a bocca.  L’uomo è salvo.

15 I misteri di Ousman

Ousman appartiene a una famiglia benestante della regione di Kolda, dove su padre Becaye Diop è stato governatore. Ha molti amici, fra cui Giorgio Diallo, il governatore attuale. Ha frequentato l’Università a Parigi, parla 6 lingue, ha viaggiato in molti Paesi dell’Africa. Occupa un posto importante nell’amministrazione centrale di Dakar. Insomma è avviato a una carriera prestigiosa. Ma, proprio a Dakar, una sers succede il dramma, che cambia completamente la sua vita. Al ristorante chez Loutcha, un uomo rivolge un sorriso compiacente alla donna che lo accompagna.  Ousman lo guarda contrariato,ma quello continua a provocarlo. Allora si alza e  si avvicina all’uomo in tutta la sua prestanza fisica. Ma quello sorride beffardo. Ousman , rabbioso, gli sferra un pugno così forte da farlo stramazzare a terra.  Viene portato all’ospedale, muore poche ore dopo.

Nel locale succede il finimondo, Ousman riesce a scappare. L’uomo che ha colpito è il figlio di Becaye Diop, governatore della Casamance. Deve allontanarsi dal Senegal, Un amico lo aiuta a raggiungere Nouakschott. Qui Ousman diventa pescatore.

Nel porto di Nouakschott seleziona 5 marinai che formeranno il suo equipaggio.  Deve mettersi presto a lavorare per restituire i soldi che  l’ amico gli ha prestato per comprare il peschereccio. Suo padre lo ha diseredato. Non parla con nessuno. Lo chiamano il pesatore misterioso.

Impara presto a pescare e a condurre il peschereccio. Utilizza il fermo posta per corrispondere con gli imprenditori che ha conosciuto nei suoi viaggi in Africa e in Asia.  Deve ricostruirsi una posizione adeguata.

16. Agadir

Il peschereccio di Ousman arriva a Agadir. Durante l’ultima tempesta ha subito alcuni danni. Jimmy  è malato, ma non vuol farsi ricoverare all’ospedale. Pensa già all’incontro con il padre. Bisogna trovare l’indirizzo della fabbrica dove lavora. Agadir è una città moderna, quasi interamente ricostruita dopo il terremoto del 1960. La città è circondata da quartieri residenziali ma il lungomare è la vera ricchezza: la lunga spiaggia di sabbia è bagnata da acque pulitissime e baciata dal sole durante  tutto l’anno. I turisti arrivano dall’Europa, soprattutto nei mesi invernali.  Ma Agadir è anche luogo di incontri di affari fra imprenditori africani e di altri Paesi. Numerosi alberghi modernamente attrezzati sono pronti ad accoglierli.

Agadir è una città simbolo del Marocco moderno, in cui il governo centrale vede un modello da sviluppare. Qui sono arrivati alcuni imprenditori cinesi E’ con loro che Ousman ha appuntamento all’Agadir beach club, con spiaggia privata, fuori dal centro città. Gli imprenditori cinesi vogliono passare inosservati. In questo momento sono interessati a investire nella costruzione di strade, porti e acquedotti. La Cina si muove in Africa su 3 livelli diversi, diplomatico, per ottenere i permessi, commerciale per trattare la costruzione delle infrastrutture e mediatico, per far conoscere la Cina agli africani e creare le condizioni di una accoglienza favorevole.  

Ousman ha prenotato una stanza in quel resort, indossa una bella tunica senegalese. L’incontro si prolunga fino a sera, esaminano alcuni progetti, da realizzare a Nouakchott.

17  Solo e abbandonato

Ousman deve badare ai suoi affari, il peschereccio è in manutenzione. Jimmy è rimasto solo. Deve curarsi prima di mettersi alla ricerca del padre. I soldi rimasti sono pochi, non può andare in albergo. Va sulla spiaggia di Agadir,avvolto in una coperta con una scatoletta di carne e una bottiglia d0acqua.

Perché Ousman mi ha lasciato in queste condizioni ? si chiese Jimmy. Come posso mettermi alla ricerca della fabbrica dove lavora mio padre ? Non so che cosa produce e  nemmeno  come si chiasma!

Ha pochi soldi. Si dispera.  Senza accorgersi grida ‘ chi mi aiuterà ? Si

guarda sorpreso, si vergogna dello stato in cui si trova,ma il bisogno di aiuto prevale. . Ho freddo, ho fame, forse ho anche la febbre’. Sei in grado di alzarti e camminare? Io ti sostengo risponde la giovane. Jimmy si alza e si appoggia alla spalla della giovane. Abito qui vicino. Da dove vieni ? E Jimmy, con un filo di voce, dall’Italia’. Oh, dicono sia il Paese più bello del mondo!

Arrivano subito in una villetta . Non c’è nessuno. Vivo con mio padre, ma in questi giorni  è in mare per la pesca delle sardine. Stavo facendo una passeggiata, quando ho sentito il tuo gemito. Mi sei sembrato un bravo ragazzo bisognoso di aiuto. Ti porto una minestra calda .Intanto sdraiati suk divano.

Jimmy alza il braccio le fa una carezza. Poi le racconta la sua storia.

18 La fabbrica Petardi

Jimmy è di nuovo il bel ragazzo che ha fatto innamorare Vlasta. Sara lo guarda Io mi chiamo Sara.  Mio zio Ari conosce un sacco di persone, domani andiamo a trovarlo. Sono sicura che potrà aiutarti. Sara telefona allo zio e , gli spiega di che si tratta e prende un appuntamento. Ora Sara si siede vicino a Jimmy, lo accarezza , finché lui stremato si addormenta.

Ari è un banchiere ben noto. Ha l’elenco di tutte le fabbriche importanti  di Agadir, che cosa producono e chi sono i  proprietari.  La ricerca è più facile del previsto.  C’è una sola fabbrica con casa madre a Trieste. E’ una fabbrica di esplosivi, di nome  Petardi Jimmy ha un brivido, Sara gli stringe la mano. ‘ Ti accompagno io dice Sara. Jimmy è emozionato Forse è meglio se vado da solo’ Non preoccuparti, ti aspetto in un caffè senza farmi vedere.

La fabbrica Petardi sta al centro della zona industriale.

Jimmy si avvicina al cancello , suona il campanello- Dopo qualche minuto arriva un operaio, apre, guarda Jimmy e chiede Che vuoi ? Cerco Toni Ballaben. Non c’è, oggi è andato a casa prima. Devo lasciargli detto qualcosa? dice, mentre lo guarda attentamente. ‘ Gli dica che è venuto Jimmy, torno domani, grazie’

Al caffè dove lo aspetta Sara ‘ Non c’è oggi, devo tornare domani. Che fare ? Sara ride e ‘ perché, non stai bene a casa mia ? Andiamo ci aspetta una bella serata.

19 La fuga del padre

Jimmy non dorme tutta la notte, un po’ per colpa di Sara, che continua a stuzzicarlo, finché non cede. Fanno all’amore, mentre Jimmy , dentro di sé, promette a Juanita che ama solo lei. Nelle pause parlano del padre Toni, di quello che gli dirà, incontrandolo. E’ una notte lunga, non finisce mai.

Il giorno dopo Jimmy va da solo alla fabbrica Petardi. Viene ad aprirgli  lo stesso operaio del giorno precedente.  Ieri sera, alla fine del turno, Toni Ballaben ha dato le dimissioni ed è partito. Mi dispiace, non so nulla sembrava molto preoccupato, quando ha sentito il tuo nome Gli rassomigli. Sì sono suo figlio, risponde Jimmy.

Tuo padre è un tipo strano, non ha mai parlato della sua famiglia. Noi, lontani da casa, siamo abituati a dirci tutto. Ma lui no, non parlava con nessuno. Posso solo dirti che l’ho sentito parlare al telefono con qualcuno del Senegal. Anche là, a Kolda, nella regione della Casamance, la Petardi ha una piccolo la fabbrica. Qui in Africa i fuochi d’artificio sono molto richiesti. Jimmy lo ringrazia e ritorna a casa- Prepara lo zaino. Sara si dispera, vengo con te !

Sara  vuol partire con lui per il Senegal.  Jimmy le promette che tornerà , ma ora deve partire da solo. Per arrivare in Senegal bisogna ripassare da Nouakchott, altrimenti si deve attraversare il deserto. Jimmy va al porto per cercare un imbarco. Ha fatto esperienza con il peschereccio di Ousman, che è ben conosciuto. 

20  Ancora in mare

Paulo, il comandante del peschereccio che ha imbarcato è amico di Ousman. E’ contento di aver preso a bordo Jimmy, sa fare tutto quello che serve a bordo. Il suo peschereccio è specializzato nella pesca delle sardine.

La pesca con le reti non è permessa nel Mediterraneo, perché cattura interi , perché cattura interi banchi di sardine, compromettendone la riproduzione. Jimmy lo sa e lo spiega a Paulo, che scoppia in una risata fragorosa. Caro il mio Jimmy, che vuoi che ci mettiamo a pescarle con la lenza? Jimmy capisce che non è il caso di insistere. La cosa più importante è arrivare a Nouakchott.

Con Paulo ha concordato una paga di 12.000 CFA al giorno. Se tutto va bene nelle 3 settimane del viaggio guadagnerà, circa 700 euro. Al netto delle spese di mantenimento gli resteranno circa 500 euro. Avrà i soldi necessari per proseguire il viaggio all’inseguimento del padre.

Paulo vorrebbe sapere cosa farà a Nouakchott, dove andrà. Resta qui con me, gli dice, ho bisogno di uno come te. Ti do 3.000 CFA in più. Sarebbe un buon affare per Jimmy, ma teme di compromettere la ricerca del padre. Grazie, ma ho da fare una cosa importante, non posso proprio.

Le pastiglie di Juanita sono finite, durante l’intero viaggio, il mare è molto agitato, ne  prende  due al giorno. All’arrivo è esausto, ma soddisfatto. Appena sbarcato fa una telefonata a Sara, per dirle che  è arrivato. E Juanita? Ce l’ha nel cuore.

21 In Gambia

A Nouakchott Jimmy si chiede se andare a cercare Ousman oppure no. .Telefona al suo amico. Apprende che Ousman ha preso l’aereo per la Cina . Sarà assente per almeno un paio di mesi.. Jimmy prende il treno per Dakar.  Kolda dista oltre 800 km, in direzione del Mali.  Prima di andare a Kolda, Jimmy decide di fermarsi un paio di giorni a Banjul, capitale del Gambia, come gli ha consigliato Sara  Il Gambia, ex colonia inglese, è un Paese molto povero dedito quasi esclusivamente all’agricoltura e alla pesca. La colonizzazione inglese risale al commercio degli schiavi, che aveva in questo Paese numerosi centri di raccolta. La capitale invece è un porto molto attivo, centro dell’ export delle materie prime che arrivano attraverso il fiume Gambia. L’estuario profondo 30 km è al centro di un via vai di navi e pescherecci.

A Banjul Jimmy fa numerosi acquisti, una motocicletta, un fucile , un paio di stivali e alcuni viveri.  Trova l’indirizzo e il numero di telefono della Petardi di Kolda. Poi decide di concedersi una giornata di riposo. Acquista una lenza e sorride pensando a Paulo.  Lo spettacolo oferto dal fiume Gambia che sfocia nel mare  è straordinario. Un vortice di acqua dolce e salata.  Jimmy segue gli altri pescatori verso le rive del mare. In due ore  riempie il paniere di sardine, cefali e lo regala a un ragazzino che pesca accanto a lui.

Il giorno dopo inforca la motocicletta e via verso Kolda. Alla sera si ferma a Tambacunda, la città più importante della Casamance.

22. A Tambacunda

A Tambacunda c’è una grossa filiale della Petardi. Jimmy è incerto se andarci oppure no.  Forse è meglio chieder tedi Toni Ballaben, prima di andare a Kolda. Dopo molte esitazioni, decide di andarci. Si è convinto dopo la telefonata con Sara. Mi chiamo Jimmy Ballaben , sono figlio di Toni Ballaben, che è arrivato alla filiale di Kolda da Quella di Agadir alcuni mesi fa. Il capo della produzione telefona in sua presenza Qui non c’è nessun Toni Ballaben’ risponde  il direttore della filiale di Kolda. Poi dopo un breve silenzio aggiunge. Da Agadir è arrivato 6 mesi fa un operaio, mi faccia pensare ….non ricordo il nome… Posso informarmi, telefonate domani, ve lo saprò dire.

Jimmy  preferisce andarci,  forse qualche operaio gli saprà dire qualcosa di più, oltre al nome.. In moto ci impiegherà 4-5 ore.. Il collega della Petardi lo ha .sconsigliato di viaggiare  alla sera. meglio   fare un giro a Tambacunda e partire all’alba..

Tambacunda ha avuto un importante sviluppo industriale. Sono sorte numerose fabbriche per la lavorazione dei filati di cotone, creando tessuti pregiati, utilizzati per la moda africani ed esportati. In un negozio di generi alimentari, ved con sorpresa in vetrina una formaggella di taleggio Bien Bon, prodotta dallo stabilimento di Kolda. Acquista la formaggella. Stasera invece di andare al ristorante mangerà il taleggio. Dovrà fare una visitina, per capire come è nata la produzione

Insomma avrà da fare a Kolda, meglio andare a letto presto. All’albergo chiede di essere svegliato alle 5.

23 Arrivo a Kolda

Il viaggio da Tambacunda a Kolda risulta più difficoltoso del previsto, soprattutto nell’ultima parte, dopo il bivio di Goloumbo, dove si abbandona la strada nazionale che porta a Dakar. Jimmy arriva alle 12 e va direttamente alla fabbrica Petardi  che tutti conoscono. Il direttore lo riceve subito. E’ molto gentile ‘ Bastava telefonarmi, ho ricuperato il nome della persona che cerca. Grazie, dice Jimmy, ma posso parlare con un operaio che lavorava con lui ?Forse può dirmi qualcosa in più. Il direttore manda a chiamare uno dei 10 operai e gli dice Questo giovanotto vuol chiederti notizie su Abdul Bulda, l’operaio arrivato da Agadir, di cui ti ho parlato stamane. Raccontagli tutto quello che sai.

Jimmy vince la diffidenza dell’operaio dicendogli la verità, Abdul Bulda è mio padre, prima di Agadir lavorava alla sede della Petardi a Trieste, in Italia.  Voglio conoscerlo. Quando è partito per il Marocco ero appena nato. ‘ So ben poco di lui. E’ rimasto qui solo 3 mesi. Prima di partire ha chiesto di avere la mappa dei 12 stabilimenti della Petardi in Africa. Jimmy ringrazia e va alla ricerca della fabbrica di taleggio. Kolda è una città molto vivace e sviluppata. Ci sono molte fabbriche. Il governatore della Casamance, Giorgio Diallo è cresciuto in questa regione e ha contribuito alla sua crescita economia, incominciando con la fabbrica del taleggio. Il mercato di Kolda è conosciuto in tutta la Casamance-

C’è un banco con i formaggi della Bien Bon. Jimmy compra una formaggio fresco e chiede dove si trova la fabbrica. E’ abbastanza vicino. Ci andrà prima di sera. Ora va a mangiare.

24 I formaggi Bien Bon.

Jimmy si presenta nel pomeriggio alla fabbrica dei formaggi.. Entrando si stupisce per la modernità dell’impianto e le regole severe di igiene. Prima di farlo entrare gli viene chiesto il motivo della visita.  Vengo dall’Italia e sono rimasto sorpreso nel trovare i vostri formaggi in vendita qui a Kolda. Un amico di Giorgio Diallo, mi ha parlato di voi.. Il nome di Giorgio Diallo è come la parola magica pronunciata da Alì Babà per aprire la porta della caverna che contiene il  tesoro.. Il portiere del caseificio gli chiede Chi è questo amico? Ousman, risponde Jimmy, il figlio di Becaye Diop. Il portiere chiede conferma all’interno, quindi gli da una tunica bianca da indossare e lo fa entrare.

Giorgio Diallo viene personalmente a prenderlo. Chi sei ? Dove hai conosciuto Ousman? Jimmy racconta l’incontro a Nouakchott e il viaggio in mare fino a Agadir.  E Giorgio Diallo Perché non mi ha mai telefonato ? Mi ha spiegato dice Jimmy che non usa il telefono, né fisso né il cellulare, Sta bene e vi saluta. Ora si trova in Cina, è partito con un imprenditore cinese. Diavolo d’un Ousman esclama Giorgio Diallo, chissà che cosa sta combinando! E tu che ci fai in Africa ? Jimmy racconta la sua storia e aggiunge : Com’è iniziata la produzione dei formaggi ?A sua volta Giorgio Diallo parla del caseificio di Montichiello dal mercato di Dyaoubè, fino alla rete di caseifici attuale, in franchising.

La visita al caseificio si prolunga fino a sera. Giorgio Diallo invita Jimmy a cena. Sei mio ospite, conoscerai mia moglie, Amanda. Preparerà un buon mate yassa.

25 A casa di Giorgio Diallo

La casa è nello stile tradizionale senegalese, ma insieme moderna. Una casa sobria, elegante. A differenza di molti uomini politoci che si sino fatti costruire palazzine sfarzose, spesso distogliendo soldi della cooperazione internazionale.. 

Amanda ha preparato Il mate yassa, una ricetta senegalese a base di vitello in umido con molta cipolla, pepe, peperoncino, aglio e limoni verdi, accompagnata dal miglio , Giorgio Diallo si allontana e, a sorpresa, ritorna con una bottiglia di dolcetto. La stappa ridendo, questo è uno dei vantaggi di aver sposato una ragazza del cuneese. Amanda racconta la storia del caseificio Bepi Occelli, Ci siamo incontrati alla fiera del formaggio di Bra, dice Amanda, dove io gestivo lo stand del caseificio Ocelli, ride e aggiunge mi chiamavano la regina della toma. Lui, e indica Giorgio, si è avvicinato,ha assaggiato un pezzo di toma che avevo appena fatto grigliare e poi mi ha detto: ‘ Buono, buono, il suo tomino, se è disposta a gustarlo in compagnia, doman potrebbe venire a casa mia’ e al che ho risposto Corre troppo, mio gentil signore, ci conosciamo appena! Poi, alla sera è venuto a prendermi alla chiusura della fiera. Mio padre ci ha visti insieme e si è arrabbiatoNon voleva l’uomo nero in famiglia. Andava bene per fare affari, ma non di più. Io volevo venir via con Giorgio, Mi ero innamorata, ero sicura di fare la cosa giusta. Ma Giorgio mi ha chiesto di aspettare. Jimmy chiede: E’ poi quando sei venuta in Senegal ? E Amanda Qualche mese dopo, Jimmy ha invitato mio padre a visitare i caseifici di Dyaoubè e di Kolda. Ha capito chi era Giorgio Diallo e mi ha permesso di raggiungerlo.

26. Attraverso il Senegal del sud

Giorgio Diallo consiglia a Jimmy di incominciare la ricerca del padre dalla Guinea Bissau,lo Stato a sud del Senegal. Lo si raggiunge da Zigunchor la città più a sud del Senegal. Da Kolda sono circa 70 km. Ti ho preparato anche un elenco di uomini politici negli Stati africani in cui si trovano le fabbriche della Petardi. Non esitare a prendere contatto con loro per facilitarti l’incontro con un dirigente di ogni fabbrica, aggiunge Giorgio Diallo salutandolo. Jimmy indossa lo zaino, salta sulla moto e via per un’altra galoppata.

Prima di arrivare a Zigunchor Jimmy si ferma a à M’Lomp d’Oussouye per una visita alla missione cattolica Koukangoune, diretta da suor Juliette. Scopo della missione è evitare che le donne scappino in città. Gestisce una scuola ristorante e laboratorio ( cucito, ricamo, patchwork, cucina, albergatoria). Suor Juliette accoglie Jimmy con piacere e lo invita a fermarsi a pranzo. Conosce bene Giorgio Diallo che ha visitato la missione con la moglie. Con le sue antiche dimore, i viali alberati e i mercati vivaci, Ziguncho è il tipico centro coloniale. Ci sono molti edifici pittoreschi, L’imponente case à impluvium (un’abitazione tradizionale larga e circolare) che ospita l’Alliance Franco-Sénégalaise con i suoi arredi ispirati tanto alla Francia che sulla Casamance. Jimmy sceglie un traghetto per l’isola di Karabanel situata in corrispondenza della foce del fiume Casamance. Questa isoletta paradisiaca ha bellissime spiagge di sabbia fine, una vegetazione lussureggiante e innumerevoli specie di uccelli e animali marini.. Ziguncho è gemellata con Rimini.

Jimmy cena e pernotta nell’isola.

27. Direzione Lagos

Dopo la piacevole sosta a Zigunchor Jimmy riprende il viaggio. La prossima tappa è Lagos dove c’è una grossa fabbrica petardi. Per arrivarci bisogna attraversare ben 8 Stati (Guinea Bissau, Guinea, Sierra Leone, Liberia, Costa d’Avorio, Ghana, Togo e Benin, che si affacciano uno dopo l’altro sull’Atlantico, in una striscia costiera di circa 1500 km. Jimmy è tentato dal partire con la moto, ma, a parte la condizione delle strade, il percorso è tortuoso, a causa degli estuari, dei numerosi fiumi che dall’interno sfociano nel mare. Tutti i Paesi da attraversare sono tra i più poveri dell’Africa. Probabilmente difficile trovare pezzi di ricambio per la moto in caso di guasto. Da Zigunchor a Lagos ‘c’è una nave del servizio Grimaldi, Mediterranean express che passa il giorno dopo Questa è la soluzione migliore .

La nave procede veloce, costeggiando. E’possibile ammirare la vegetazione lussureggiante. Questa parte della Casamance è ricchissima di acqua, tanti sono i fiumi, dove la pesca è  abbondante

In due giorni arriverà a Lago, dopo aver fatto scalo a Lomè. A bordo ci sono turisti e uomini d’affari. Si fanno nuove conoscenze. La moglie di un imprenditore italiano si annoia. Il marito è preso da riunioni con possibili clienti. Jimmy la trova al bar. Jimmy non ha ancora 20 anni, ma le esperienze fatte,soprattutto in mare, ne hanno fatto un uomo attraente. Giulia si tratterrà a Lagos per un mese. Conosce bene la città per esservi stata già due volte. ‘Noi scendiamo sempre all’albergo George, se anche tu vieni allo stesso albergo sarà più facile ritrovarsi. Potrò farti da guida a Lagos, se vuoi.. Jimmy accetta con piacere.

28.  Abdul Bulda

Abdul Bulda, alias Toni Ballaben è arrivato a Lagos un anno fa. Prima di lasciare Kolda si è fatto dare una lettera di presentazione. A Lagos la fabbrica Petardi è in continuo sviluppo. La richiesta di fuochi d’artificio aumenta. Sono diventati un’attrazione per i turisti. Ogni settimana i grandi alberghi programmano serate di fuoco. Abdul presenta le sue credenziali e viene subito assunto. Il capo della produzione, Arturo Bomba, è triestino anche lui, vive a Lagos da oltre 10 anni. Ha sposato Victoria, una giovane nigeriana. Diventano amici. Arturo ha nostalgia di Trieste, Invita spesso Abdul a casa per parlare della sua città. Una sera chiede a Abdul come mai hai un nome mussulmano.? E Abdul ‘Voglio convertirmi, ora sto studiando l’arabo e il Corano.. Arturo si stupisce, non capisce:’ Come mai ti è venuta questa idea ? Voglio vivere in Africa. Quando lascerò Lagos, andrò in Egitto, attraverso il Burkina Faso, Mali, Niger e Libia. Se non sei mussulmano è difficile attraversa questi Paesi.. Abdul riesce a convincere l’amico delle sue buone intenzioni e gli chiede Mi puoi presentare a un imam ? Va bene domani ti porto da Mansour, l’imam della moschea che sta vicino alla Petardi.

L’imam Mansour è un uomo mite, accoglie Abdul con un sorriso e lo invita a raccontargli la sua storia e le ragioni per cui decide di convertirsi. Abdul è un furbacchione, non ci mette molto a convincere l’imam delle sue buone intenzioni. L’imam prepara l’adulaire, atto religioso di conversione all’Islam. Abdul è mussulmano.

29.Il Sahel

Abdul si impregna a fondo nello studio dell’arabo e del Corano. Arturo ha telefonato a Kolda. Jimmy lo ha cercato lì, qualche mese fa. Abdul affretta i preparativi della partenza. Arturo cerca invano di convincerlo a restare. ‘ Sai, dice, se convinco Victoria a venire a Trieste, tu di venti capo della produzione. Abdul non ha detto ad Arturo che Jimmy è suo figlio, né la ragione per cui lo cerca.. Commette tuttavia un grave errore.  Prima di partire chiede a Victoria di venir vis con lui. Victoria scandalizzata, rifiuta e racconta tutto ad Arturo. Questi si arrabbia e caccia di casa Abdul ‘ ti credevo un amico, volevi invece portarmi via la moglie. Sparisci’ Abdul è spavaldo. Ha 45 anni, alto 1 metro e novanta, come suo figlio, un fisico da atleta m si crede invincibile. Acquista un cammello e provviste4 adeguate e parte per la traversata del Sahel., il deserto che dal Burkina Faso si estende, attraverso il Mali e il Niger, fino alla Libia.

Il Sahel è colpito spesso da lunghi periodi di siccità che provocano gravi carestie con morti di uomini e animali. Lo si affronta in carovana, come fanno i Tuareg, gli uomini blu, che trasportano merci,da una parte all’altra del Sahel. Chi affronta il Sahel deve sapere dove si trovano le oasi per ristorarsi e far riposare i dromedari.

Abdul vede l’oasi e i sente salvo. C’è accampata una carovana. Abdul è sicuro di sé e si installa. E’ un mussulmano, con documenti regolari. Ma quelli sono predoni e se ne fottono dei suoi documenti. Gli prendono i soldi e il cammello e se ne vanno.

30 A Lagos

Jimmy ha prenotato l’albergo George. Al mattino fa colazione insieme ai coniugi Brambilla, milanesi. Il commendatore viene spesso a Lagos per incontrare potenziali clienti e soci. Produce ed esporta l’amaro Bram. Non gli interessa ciò che fanno e dicono gli altri, ascolta solo se stesso. Si rivolge a Jimmy: ‘Caro el mio fieu, ti affido Giulia’ Il poveretto non sa in che guai si sta mettendo.

La prima giornata è dedicata alla scoperta della città.

Giulia lo porta al Lekki art market, pieno di souvenir, opere d'arte, pittura, belle perline, manufatti, tessuti di cravatta e tintura. Jimmy vuol fare un regalo a Giulia, ma lei rifiuta, con un sorriso malizioso ‘ mio marito potrebbe insospettirsi’

Libertà Park si trova su Broad Street, nel cuore del centro cittadino di Lagos. E' uno spazio all'aperto grande e libero. Giulia E Jimmy partecipano a una sessione all'aperto di parlato musica e poesia. una giovane donna  rappresenta una poesia straordinaria! Ci siamo seduti con birre fredde di marca Star e ci siamo trovati molto bene. Quindi siamo andati per la Stazione per mangiare un Grill Suya carne grigliata con arachidi.

Alla sera Giulia chiede al marito il permesso di portare Jimmy allo Stewie Ray blues jazz bar,un posticino, illuminato dalle candele e distribuito su due piani, il miglior bar della città dove ascoltare musica dal vivo. Nei fine settimana propone blues, jazz e vecchi successi per una clientela matura ed elegante. Giulia è una hostess eccezionale. Giornata meravigliosa.

31 La Petardi di Lagos

Giulia propone a Jimmy di impiegate la giornata facendo un tour di Lagos in bus. Ma Jimmy non vuole aspettare oltre e va alla ricerca della Petardi. E’ una fabbrica importante, tutti la conoscono. Jimmy chiede di Abdul Bulda. Chi è venuto ad aprire non lo conosce, ma Jimmy insiste. Arriva allora Arturo Bomba. Appena sente il nome di Abdul, impallidisce e chiede: Tu chi sei, perché lo cerchi? E Jimmy Lo cerco perché ha commesso un crimine in Italia, sono suo figlio, devo vendicare mia madre

Arturo è sbalordito, Abdul non è più qui, ma  ho molto da raccontarti su di lui vieni a casa mia stasera. Jimmy ringrazia e va a fare un giro per Lagos. Evita di ritornare in albergo. Alla sera, Giulia gli propone di uscire, ma lui si scusa, ha preso un impegno con il capo della produzione della Petardi.

Victoria ha preparato il riso al cocco con gamberi. Si beve Ogorogoro, un distillato di vino di palma. Arturo ha voglia di raccontare tutta la storia con Abdul e Jimmy ascolta, ogni tanto chiede : perché faceva, diceva questo ?

Arturo è un fiume in piena, io ti aiuterò a ritrovarlo, quel disgraziato me la pagherà Insieme studiano come dare la caccia a Abdul.La serata si conclude con un patto di alleanza fra Arturo e Jimmy.

Jimmy torna tardi in albergo, deve chiarirsi le idee, decidere un piano di azione.

32.Prigioniero dei Tuareg

Abdul , bastonato e derubato, è nell’oasi da parecchi giorni. Dispera di salvarsi, non si vede nessuno. Poi improvviso un rumore di voci e di animali- Arriva una carovana di tuareg, gli uomini blu del deserto. Il primo che si avvicina vuole ammazzarlo, ma il capo lo ferma. Fallo alzare dice,lo guarda attentamente. Diamogli da mangiare e da bere, è un uomo forte, si riprenderà,sarà utile per portare i sacchi si salse. Poi lo venderemo a un buon prezzo. La carovana trasporta del sale dal Sud del Sudan verso l’Algeria.

Il popolo Tuareg Per secoli ha dominato i territori più inospitali tra il Sahara e l’arida distesa del Sahel che si stende dall’Algeria e la vicina Libia fino al meridionale Mali ove scorre il Niger, un popolo la cui storia si confonde con la leggenda, le origini incerte sono avvolte nel mistero di antichi miti sfumati dal tempo, ma la memoria delle tradizioni risale alle sponde del Mediterraneo o forse dal vicino Oriente, quando grandi tribù di guerrieri nomadi bianchi arrivarono in epoche remote e migrarono nel deserto.

La carovana si ferma alcuni giorni nell’oasi. Abdul ha ripreso le energie, e carica i sacchi di sale sui dromedari. Sarà duro resistere, pensa, ma devo farcela. Ho sentito che vanno verso la Libia. Devo trovare il modo di scappare prima che mi vendano a chissà chi Il capo dei tuareg non sa che Abdul capisce l’arabo. Continua a parlare dei loro progetti in sua presenza. Abdul a raccontato di essere un turista, di essersi perso e di essere stato rapinato. Finito il carico dei sacchi la carovana riparte. Come sempre si viaggia di notte.

33 Il Burkina Faso

Jimmy non sa cosa fare. Telefona a Sara, la sua consigliera e le spiegala situazione. Sara gli dice di andare a Fada N’gourma, una cittadina 50 km da Ouganado, la capitale del Burkina Faso. Qui si tiene il ‘grand marché des bestiaux’. Il più importante mercato di bestiame dell’intera area.  Sono molti i commercianti che convergono per acquistare e vendere le proprie bestie, soprattutto cavalli. In un centro ippico, trovare Soulimane un vecchio domatore di cavalli, che gestisce il centro del proprietario, un magnate russoSoulimane accoglie con gioia  Jimmy. Gli chiede come sta la signorina Sara? Veniva sempre con suo padre. Faceva anche da guida ai turisti. Era molto brava. Nel Centro ci son 18 purosangue bellissimi, quasi tutti neri, con una lunga criniera, che richiedono molte cure’ .

Da qualche giorno viene a cavalcare una ragazza, Larissa, figlia del magnate russo, padrone del Centro.. La ragazza arriva verso le 18, accompagnata in macchina dall’autista che è anche la sua guardia del corpo. Larissa ha 17 anni, è bionda, alta e snella, gli occhi grigi, a cavallo sembra un’amazzone. Jimmy ha un fisico da atleta, alto 1.90, sorridente. . Al ritorno da una passeggiata Larissa accosta il cavallo al suo,, si abbracciano continuando a cavalcare.

Jimmy è tentato dal portarsela a letto, ma si ferma in tempo. Ci tiene troppo a Sara.. All’arrivo del padre Larissa finge di essere stata abusata. Jimmy si difende, accusa Larissa di mentire, ma il padre le dà ragione e caccia Jimmy. Prima di partire Jimmy chiede a Soulimane di  telefonare a Sara per dirle che Jimmy non l’ha tradita,. Soulimane gli dà il suo dromedario e ‘ Vai a …..  gli dice salutandolo.

34. Verso la Libia

L’esperienza fatta con Manou nella traversata del deserto in Mauritania, evita a Jimmy di fare errori mortali. Bisogna procedere lentamente, a piccole tappe.  Il pericolo è sempre in agguato.

Il deserto libico-nubiano costituisce la parte nord-orientale del deserto del Sahara compresa fra la Libia, l'Egitto e il Sudan, delimitato a nord dal Mediterraneo, a est dal fiume Nilo e a sud dalle rocce del Tibet in Ciad.        

La parte centrale di questo deserto è estremamente arida e in alcune zone vi sono periodi di 20-30 anni, senza precipitazioni. Non vi sono fiumi e con l'esclusione delle poche oasi non vi sono insediamenti umani, anche le strade o piste sono relativamente esigue. Questo spiega il motivo per cui un numero relativamente limitato di persone vi si avventurano.

Jimmy pensa sarebbe stato meglio fermarsi al Centro ippico e godersi i favori di Larissa. Ma vince l’amore per Sara, in ogni caso non si può tornare indietro.

La traversata del Niger è lunga, ma il territorio è abitato, da qui passa la rotta principale dei migranti verso l’Europa. E’ possibile comprare provviste e armi, basta avere soldi . Jimmy ha un bel gruzzoletto.. Il passaggio in Libia avviene a ………. Una delle due tribù libiche più importanti del paese è la Magariha che domina l’immenso deserto del Fezzan. Ma un ruolo importante lo hanno i Tuareg, che sono basati vicino al campo petrolifero Elephant alla cui proprietà partecipa anche l’Eni. Jimmy ora è in grado di parlare l’arabo. Ciò gli vale il rispetto dei nomadi che incontra.

35 A Tripoli

Jimmy ha girato mezza Africa. Ora nuovamente vicino all’Europa. Gli vien voglia di chiamare Juanita. Per dirle che cosa? Che la pensa sempre? Se Juanita gli chiede di raggiungerlo a Tripoli? Ora deve riorganizzarsi, la caccia al padre ha la priorità. E poi c’è Sara. Al Cairo, in Egitto c’è una fabbrica petardi Sara lo ha consigliato di fermarsi a Tripoli e di rivolgersi a Eugenio, un commerciante italiano. Eugenio vive a Tripoli da molti anni. Accetta di lavorare per Jimmy, con un compenso adeguato. Per prima cosa, fa una serie di telefonate, per sapere se qualcuno ha sentito parlare di Abdul Bulda.

Tripoli è la capitale della Libia, un paese ancora intatto, fuori dalle rotte del turismo tradizionale e per questo più intenso, con le sue moschee, i mercati e i reperti archeologici di fenici e romani, cartaginesi e ottomani, greci e bizantini. Un Paese in bilico tra l’Africa bianca, quella mediorientale affacciata sul Mediterraneo, e l’Africa nera, dei deserti e dell’interno.

Jimmy trascorre una settimana visitando Tripoli. Eugenio lo chiama per dirgli che Abdul Bulda  è arrivato a Tripoli c on una tribù di nomadi che lo aveva comprato dai Tuareg e voleva rivenderlo. E’ riuscito a scappare e, sembra, si sia imbarcato per l’Egitto. Anche questa volta Sara ha avuto ragione. Non c’è dubbio, Abdul va alla Petardi.

La vita da turista con una accompagnatrice bellissima, Mesania, la figlia di Eugenio, è gradevole.. Jimmy vuole avere conferma dalla Petardi del Cairo che Abdul si sia presentato, prima di partire. Mesania sospira. Jimmy ha fatto un’altra conquista.. Jimmy l’abbraccia e le dice tranquilla, a Tripoli ci devo ritornare

36. Il Cairo

Il Cairo, capitale dell’Egitto, si trova sulla riva e sulle isole del Nilo, n immediatamente a sud del punto in cui il fiume abbandona il corso del deserto e si rompe in tre rami che formano la regione del delta del Nilo. Jimmy arriva dopo due settimana di galoppate lungo la riva del Mediterraneo..Il suo cammello è esausto.

A circa 30 km dal Cairo, c’è il mercato di cammelli Birqash. Jimmy vi trascorre un’intera giornata. E’ sorpreso dalla quantità di cammelli e dai diversi tipi. Il dromedario, cammello a una gobba è comune in Medio Oriente e Nord Africa, in Asia Minore. È anche insolitamente resistente, senza pretese, forte. E’ soprannominato la nave del deserto. Jimmy ne sceglie uno, lo prova e se lo porta via.

La Petardi si trova nell’isola di Gestirà, al centro della città. Jimmy prenota una stanza alla Cario House, un albergo nelle vicinanze.

Il delta del Nilo è uno dei più grandi delta del mondo: si estende da Alessandria a ovest fino a Porto Said a est, per una lunghezza di 240 chilometri di costa. Il portiere dell’albergo gli consiglia il tour del delta.

Il  Delta è l'area in cui il fiume Nilo si suddivide e si riversa  nel mar Mediterraneo. In quest'area sono coltivate diverse tipologie di piantagioni, tra cui quelle di cotone, riso e canna da zucchero. Grazie alla sua riflettività ai raggi infrarossi  la vegetazione appare di colore verde prima della stagione del raccolto. Viceversa, una volta effettuato il raccolto l’opacità aumenta a causa proprio della  riduzione della vegetazione..L’effetto cromatico è notevole..

37  L’incontro con il padre

La Petardi è uno stabilimento importante alla periferia della città.Jimmy ha avuto conferma, senza farsi riconoscere che Abdul lavora lì. La sera prima è emozionato. Fisicamente come è suo padre ? Lui non se lo ricorda. Ha in mente una figura di uomo grande e grosso. Forse rassomiglia di più alle foto che i nonni gli hanno mostrato. Che cosa gli dirà, appena lo vedrà ?  Sarà possibile parlargli ? Sono questi gli interrogativi che assillano la mente di Jimmy,

Jimmy si presenta in portineria dicendo di chiamarsi Arturo Bomba e di arrivare da Trieste. Vuol parlare con Abdul, vuol chiarire i malintesi di Lagos.  Passa un po’ di tempo. Finalmente Jimmy vede avvicinarsi un. Uomo più altoe più gossodi lui, con i capelli brizzolati.

L’uomo si avvicina guardingo, ,o scruta ‘ Tu non sei Arturo’ Chi sei? Che vuoi dame? Poi, prima che Jimmy apra bocca, aggiunge con voce strozzata Tu sei mio figlio ! Jimmy riesce a mala pena a nascondee la commozione, lo fissa con uno sguardo rabbioso.Sì, sono tuo figlio e sono venuto a cercarti per farti pagare il crimine che hai commesso. Io sono stato assolto, grida ilp adre’, , tu e i tuoi nonni vi siete messi intesta strane idee, mi odiateSì, assolto per insufficienza di prove, ma io ora le prove le ho e anche i testimoni replica Jimmy. Se non mi segui di tua volontà, ho armi e soldi e amici sufficienti per raggiungerti ovunque tu vada..Abdul chiama il portinaio e gli dice che l’incontro è finito.

38. La caccia a Abdul

Jimmy ritorna in albergo sconvolto. Piange. Un pianto misto di commozione e di rabbia. Il padrenon hanemmeno provato a chiedergli perdono. Solo dopo una lunga telefonata con Sara riesce a calmarsi. Sara gli suggerisce di chiedere a Arturo Bomba di venire al Cairo il più presto possibile, per un incontro con la direzione dello stabilimento.

Quando Jimmy chiama Arturo, la mattina dopo, dovevi chiamarmi subito, ieri sera, se c’è un volo parto oggi stesso e sono lì, nel tuo albergo,stasera. Arturo lo saluta e telefona alla direzione della Petardi del Cairo  per prendere un appuntamento, se possibile la sera stessa, trattandosi di un caso molto grave che riguarda il dipendente Abdul Bulda. . ‘ Stamane non si è presentato al lavoro, non ha lasciato detto niente, non ha ritirato nemmeno i soldi della paga. L’aèèuntamento viene fissato per la sera stessa.Il direttore della Petardi, sentita la storia, dirama un comunicato a tutte le filiali derlla Petardi,che Abduk Bukda è ricercato per un grave crimine. Chiede di arrestarlo se si presenta per cercare lavoro.Chiede anche di informare i dipendenti perché non gli diano aiuto.

Arturoe Jimmy promettono al direttore della Petardi di tenerlo informato. Jimmy dimmi tutto quello che posso fare per aiutarti. Grazie,dice Jimmy, ho  soldi e un buon dromedario,sono armato, parto subito per Karthum. Tu tieni i contatti conle filiali.

39  Il Sudan

A Soba, vicino Khartoum, capitale del Sudan, Emergency ha costruito l’ospedale Salam specializzato in cardiochirurgia e destinato ad assistere pazienti provenienti anche dai nove paesi africani confinanti. L’ospedale è attivo dal 2007 e da allora sono state sottoposte a visita cardiologica circa 13.000 persone, di cui 2.030 sottoposte ad intervento cardochirurgico La strada che dall’aeroporto conduce all’ospedale mostra una capitale caotica , poco attraente e una periferia abbandonata a sé stessa, in cui rifiuti e polvere fanno da cornice a costruzioni per lo più fatiscenti. Interminabili code alle stazioni di servizio per il carburante, evidenziano i segni di una profonda crisi economica.Jimmy decide di non fermarsi a Khartum, va direttamente all’ospedale di Emergencyu. Vuole visitarlo e fare una donazione

L’ospedale è un’oasi di pace, immerso nel verde. All’interno le attrezzature più moderne. La spesa sostenuta da Emergency per costruirlo è stata di 10 miliomi di euro, Centinaia di operatori sanitari lavorano a tempo pieno.Terminata la visita Jimmy riparte con il suo dromedario. Ha fretta di attraversare il Sud Sudan, un Paese devastato. Numerosi i fallimenti nel garantire condizioni di vita dignitose alle persone nei campi rifugiati e negli spazi allestiti dalla Protezione Civile per gli sfollati interni. Le persone che fuggivano dal conflitto sono costrette a vivere in condizioni deplorevoli, dove requisiti di base come lo spazio vitale, l’acqua e i servizi igienici non sono stati soddisfatti, risultando molto al di sotto delle soglie minime per la sopravvivenza.

40. Djibuti

Il Paese occupa una zona strategica nel corno d'Africa vista la vicinanza delle coste gibutiane alla penisola arabica. La costa, punteggiata per molti chilometri da barriere coralline, si incunea profondamente nel golfo di Tagiura,  venendo quasi a toccare la depressione dove si trova il lago Assal.Nel nord, in corrispondenza con il confine di  Etiopia  ed Eritrea si trova  Moussa Alì  la montagna più alta che supera i 2.000 metri.

l Gibuti sfrutta la sua posizione strategica di punto di snodo tra il mar Rossoe il golfo di Aden che rende il Paese un importante centro di traffici commerciali. Questa attività di transito commerciale è svolta soprattutto nel porto di Gibuti, che è il cuore economico della nazione. Il porto è anche un importante centro di rifornimento carburanti e di trasbordo per le navi in transito.

Jimmy arriva molto stanco  a Dgibuti Prima di andare nelle ex colonie italiane, Somalia ed Eritrea, dove spera di trovare il padre, vuole accertarsi che non si sia  imbarcato per l’Arabia, che dista appena 30 km. Al porto incontra un vecchio funzionario  italiano, Mendacio. E’ l’agente della compagnia assicuratrice  che controlla gli imbarchi per l’Arabia. Abdul Bulda voleva imbarcarsi, ma è stato respinto, perché non aveva i documenti in regola. Dovevano arrestarlo, ma è scappato. Abdul è certamente diretto in Somalia, Mogadiscio, capitale della Somalia dista 1500 km da Djibuti, un altro viaggio molto lungo. Bisogna riposarsi. Al porto c’è un ristorante italiano, il Mangione. Jimmy va a gustarsi una cena a base di pesce, spaghetti alla marinara  e dentice arrosto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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