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A cosa pensano le piante, mentre noi gridiamo?

06.12.2016 09:05

 

 

Le piante ono intelligenti e con una capacità di adattamento superiore a quella dell’uomo. Noi uomini non distruggeremo mai la vita del pianeta, perché della vita noi siamo solo una particella. Nella facoltà di Agraria dove dirige il Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale Il neurobiologo Stefano Mancuso spiega perché le piante  potrebbero salvare il pianeta Basterebbe solo ascoltarle. «Attribuiamo intelligenza in funzione della somiglianza a ciò che siamo noi.. A differenza di altri animali, noi siamo identici... Questo non ci aiuta a guardare oltre noi stessi,«Il cervello è solo una delle soluzioni dell’evoluzione, che non premia il migliore ma il più adatto. Per noi, perché una cosa sia intelligente, deve somigliarci. Il nostro atteggiamento in biologia è preistorico, l’uomo al centro di tutto».  Ci sembra di essere influenti perché tutto quanto, il tempo e lo spazio, per esempio, è tarato su di noi. Le piante hanno tempi e spazi completamente diversi dai nostri. Ci sono piante che vivono quarantacinquemila anni. Un Pinus Longaeva, guardandoci, potrebbe chiedersi “come fa a essere intelligente se è così veloce?”».«Le piante sentono meglio degli animali. Perché gli animali, e noi tra loro, risolvono quasi tutto col movimento. Una pianta invece deve risolvere il problema, non può scappare.. Noi abbiamo una risposta univoca. Consumiamo. Ci spostiamo. Le piante hanno soluzioni diverse Se un bruco  perforasse la mano, l’uomo resterebbe monco .Le foglie vengono sempre perforate da bruchi, ma le piante non restano menomate. Inoltre, tutte le cellule vegetali emettono un impulso elettrico». Il “ cervello” della pianta è diffuso. Come internet. Aveva lo stesso problema. Se uno dei grandi server veniva colpito, i dati sarebbero stati persi. Dunque meglio diffonderli in una rete, no?».. Dopo aver letto Mancuso riprendo fiducia, se domani arrivassero Salvini o Grillo, le piante saranno dalla nostra parte.

 

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